Massaro: “Il Comune deve essere presente nelle crisi aziendali”

Il sindaco Jacopo Massaro (CS)
Jacopo Massaro (CS)

BELLUNO – «Il Comune non può fare nulla per venire incontro ai lavoratori? Non è vero, può fare molto sia sotto il profilo del rilancio economico, mettendo le aziende nella condizione di creare nuovi posti di lavoro, sia applicando quanto stabilito dalla normativa in tema di politiche del lavoro».

Così ha risposto ieri sera Jacopo Massaro, durante l’incontro organizzato dalla CGIL su lavoro e welfare che si è svolto al Teatro Comunale, a chi ricordava l’assenza di competenze specifiche delle amministrazioni comunali: «Innanzitutto il Comune deve mettere in campo un piccolo, ma deciso, progetto turistico per la città di Belluno; deve rivedere le priorità infrastrutturali nell’ottica di favorire le condizioni di sviluppo; deve intervenire nel rilancio del settore dell’edilizia sostenibile e del suo indotto».

Ma Massaro punta anche a valorizzare un ufficio già qualificato come l’Informagiovani: «Oggi offre un ottimo supporto alle persone in cerca di impiego e dispone di una mailing list di 1.600 indirizzi per inviare settimanalmente le offerte di lavoro. Visto che l’ufficio funziona già bene, dobbiamo investire ulteriormente per la formazione continua degli operatori, affinchè abbiano l’opportunità di essere aggiornati in tempo reale sulle evoluzioni normative e delle tipologie contrattuali, in perenne trasformazione. Questo consentirebbe di offrire un servizio più ampio e puntuale, che vada oltre la semplice diffusione dei possibili posti di lavoro».

Da una parte l’incrocio di domende e offerte: «Ma anche un aiuto di orientamento preciso, mirato e attinente all’offerta reale – continua il candidato sindaco – il Comune stesso, infatti, a fronte di precisi requisiti, può accreditarsi come soggetto intermediario. Beninteso, non in concorrenza con quanto esiste, bensì come importante snodo ed anche come promotore delle opportunità oggi sottostimate, come il servizio civile, nazionale e internazionale, che spesso sfociano in esperienze lavorative, ed i lavori socialmente utili per i soggetti in difficoltà».

Da un punto di vista prettamente politico il Comune deve porsi come interlocutore nelle trattative delle crisi aziendali: «Deve supportare le organizzazioni dei lavoratori, facendo pressione e contestualmente dimostrando alle imprese gli interessi nell’investire sul territorio – conclude Massaro – i casi Invensys e Zadra fanno scuola dimostrando che quando il comune è assente le aziende chiudono. Un comune presente potrebbe sostenere i lavoratori e mettere al contempo l’azienda in condizione di poter continuare la produzione. Io credo che la Zadra si potesse salvare e che sulla vicenda Invensys il comune dovrebbe dimostrare la propria forza nel pretendere un piano industriale cui far corrispondere il sostegno del comune alle necessità aziendali».

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