Un anno di pattinaggio artistico a Cortina d’Ampezzo

Foto di gruppo (CS)
Foto di gruppo (CS)

CORTINA D’AMPEZZO – Un nuovo pistino, gli ottimi risultati dell’anno appena trascorso, la speranza di una Carolina Kostner ampezzana.

Sono Silvia Pavanello e Daniela Dandrea, le due responsabili del settore artistico, a descrivere la stagione appena trascorsa per le numerose atlete (e per l’unico atleta) che durante l’inverno hanno piroettato sul ghiaccio dell’Olimpico.

E lo fanno con una lunga intervista pubblicata sul numero di Blades, la rivista ufficiale della Sportivi Ghiaccio Cortina, in tutte le edicole della conca ampezzana da qualche giorno.

Pattinaggio artistico… visti i numeri del movimento (quasi cinquanta ragazze e un solo ragazzo), è uno sport da donne?
«Sicuramente no, ma qui è praticamente scontato che un bambino, dopo i corsi di avviamento, decida di proseguire con l’hockey piuttosto che con il pattinaggio. Questa è una tendenza anche nazionale, comunque: spesso – quando andiamo a fare le gare – alle categorie maschili fanno parte solo due o tre atleti».

Come viene impostata l’anno sportivo per il pattinaggio?
«All’inizio della stagione le insegnanti suddividono gli atleti in gruppi, tenendo in considerazione anche i miglioramenti fatti dai singoli: c’è chi va avanti e chi invece resta nello stesso gruppo dell’anno precedente perché deve ancora lavorare su determinati elementi. In ogni caso queste valutazioni sono fatte dalle insegnanti e non sono mai legate all’età».

Da quante atlete è composto ogni gruppo?
«Dalle otto alle dieci atlete. Abbiamo in totale sei gruppi. Il gruppo base è un poco più numeroso, dal momento che si riesce a lavorare agevolmente anche con molte persone sul ghiaccio. Più avanti si va e più la tecnica si affina, e di conseguenza c’è bisogno di maggiori spazi in campo».

Una pista in più?
«Sarebbe l’ideale. Se fosse disponibile il secondo pistino, quello parallelo all’attuale campo ghiacciato, verrebbero risolti molti problemi. Potremmo fare corsi base non solo a ottobre, durante l’avviamento, ma anche durante l’anno, e ci sono sempre molte richieste in questo senso. Se poi qualche atleta dovesse aver bisogno di provare figure particolari il pistino andrebbe benissimo. Noi lo leggiamo in senso innanzitutto sociale: ci sono tanti bambini che fanno l’avviamento e che vorrebbero continuare a pattinare non a livello agonistico, ma queste persone attualmente non dispongono degli spazi necessari».

La stagione trascorsa ha visto ottenere alle atlete della Sportivi Ghiaccio ottimi risultati.
«Il miglior piazzamento è arrivato qualche settimana fa a Milano, quando Alessia Zardini si è classificata al 3° posto, mentre Davide Lorenzi al 5° posto, con un punteggio sui components particolarmente alto. Elsa, Giulia e Neza (categoria Novice) si sono qualificate ai nazionali – uniche del Veneto – e possiamo aggiungere poi una qualificazione al Trofeo delle Regioni, e cinque alla Coppa Italia. Non sono molte le società in Italia che possono vantare un così alto numero di atlete qualificate».

Vedremo una Carolina Kostner ampezzana?
«Da parte nostra c’è stata grande soddisfazione per com’è andata quest’anno, perché tutti i ragazzi hanno lavorato seriamente e con grande impegno. Tuttavia, più in alto vai, più le cose si fanno difficili. A certi livelli bisognerebbe lavorare tante ore sul ghiaccio da soli. Attualmente qui è impossibile. Tuttavia ci sono atleti che promettono davvero bene, e che hanno le carte giuste».

A quante gare ha partecipato la società, quest’anno?
«Abbiamo partecipato a oltre venti gare; ogni nostra atleta ha partecipato dalle quattro alle sei competizioni».

So che gli impegni per le atlete non finiscono adesso, con la chiusura dello Stadio.
«No. Adesso avremo come ospite Mirko Botta, il preparatore atletico della nazionale, che farà alcuni test specifici per i ragazzi che fanno agonismo. Le schede tecniche verranno poi consegnate ai nostri preparatori che seguiranno i ragazzi durante l’estate, sapendo per ognuno qual è il punto sul quale ogni singolo pattinatore deve lavorare di più. Poi arriva luglio, e a luglio si ritorna sul ghiaccio…».

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