Carbogno: “Acqua e alcool, problemi di una provincia sempre più abbandonata”

Michele Carbogno
Michele Carbogno (FB)

BELLUNO – Ci sono due notizie che balzano agli occhi leggendo ieri la stampa locale: l’aumento spropositato delle tariffe dell’acqua votato giovedì dai sindaci e la storiella dell’uomo che, ubriaco, si presenta alla commissione medica per il rinnovo patenti.

L’uomo, si racconta, sarebbe arrivato a Belluno in autobus e, per ammazzare l’attesa della visita, avrebbe bevuto qualche ombretta. Buttandola sul ridere mi verrebbe da dire che in un territorio dove il problema dell’alcolismo è già grave, aumentare l’acqua certo non agevola…

Tralasciando l’ironia, la notizia vera, quella che interessa tutti i cittadini, è l’aumento di un ulteriore 30% del costo dell’acqua, deliberato ieri dai comuni. E’ ora di dire basta a queste schifezze!

Non vivo fuori dal mondo tanto da non capire che gli aumenti serviranno per salvare una società che, se saltasse in aria, metterebbe in serio pericolo tutto un sistema, a iniziare dalle molte aziende anche bellunesi che sono creditrici di Gsp. Quello che però è inaccettabile è il metodo, che sa tanto di chi per fare pulizia, dopo aver accumulato per anni lo sporco in un angolo oggi non lo butta via, ma si limita a nasconderlo sotto il tappeto.

Vorrei ricordare che quando il presidente della provincia un anno e mezzo fa sollevò il problema, le sue uscite prima furono derubricate come quelle di uno studente che non si applicava, poi quando alzò nuovamente il tiro fu defenestrato dalla guida della provincia, complice, ahinoi, il voto di sfiducia di parte del gruppo del Pdl, stimolato a ciò proprio da chi era ai vertici delle società satellite del Bim ma aveva anche mani e piedi in provincia.

Se un aumento a carico dei cittadini era ormai divenuto ineludibile, poteva comunque essere calmierato con dei correttivi: maggior quota contributiva del consorzio, ma anche quota diretta dei comuni, che prima di dare qualche obolo alle associazioni paesane o inventare propagandistici microbuoni alle famiglie, dovrebbero alleggerire la tassazione.

Infine, via chi ha è stato partecipe degli errori gestionali di questi anni: non i sindaci, che peraltro saranno giudicati dai cittadini alla scadenza dei loro mandati, ma via presidenti, direttori, manager che hanno malamente gestito queste situazioni.

Per non far morire definitivamente una provincia senza guida, che si spopola progressivamente della sua famiglia originaria ed è sempre più afflitta da problematiche sociali, l’ignavia con cui sono governati certi centri di potere va cambiata. (Michele Carbogno)

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