Fabio De Mas: “Oggi alle 11 sono arrivato al Polo Nord!”

L'arrivo a Longyearbyen (F. De Mas)
L'arrivo a Longyearbyen (F. De Mas)

LONGYEARBYEN – Buonasera da Longyearbyen! Questa mattina alle ore 11 la bandiera Bigmat sventolava sulla calotta polare artica! Il tempo la notte scorsa è rimasto brutto e il vento sfarzava con vigore la nostra tenda, mentre la deriva dei ghiacci ci aveva ancora una volta allontanato dalla meta.

Pensate che in quattro notti abbiamo perso più di 40 km e solo ieri la velocità del ghiaccio, purtroppo in senso contrario alla nostra marcia, ha raggiunto anche la velocità di 500 metri all’ora.

Oggi  comunquefosse andata saremo dovuti rientrare alle Svalbard, perchè dal Barneo camp a Longyearbyen il prossimo volo è previsto per il 22 aprile e il tempo peggiorava a vista d’occhio con il rischio che l’elicottero non potesse venirci a prendere, senza contare che non avevamo viveri a sufficienza per prolungare la nostra permanenza sul ghiaccio. Quindi con una fretta e un ansia notevoli ci siamo messi in marcia.

Grande è stata la mia sorpresa quando alle 11 Eric ci ha annunciato che avevamo raggiunto la nostra meta, infatti ritenevo mancasse ancora qualche chilometro e inoltre non ho visto il gps di Nat segnare la fatidica posizione, perché le batterie erano finite dopo cinque giorni a questo gelo. Comunque la  gioia è stata ancora maggiore: ora posso dire di essere stato al Polo Nord.

Giusto il tempo di alcune foto fatte in fretta e mentre il bianco si impossessava di ogni cosa rendendo il contrasto nullo e il volo a rischio, è atterrato il nostro elicottero. Una breve volo fino al Barneo camp, giusto il tempo per pensare quanto più comodo è volare invece che camminare e poi abbiamo preso un Antonov e siamo rientrati alla Svalbard.

E’ stata una spedizione davvero dura e faticosa. Il fatto che sia durata solo cinque giorni non deve trarre in inganno, sono stati cinque giorni di fuoco! Sveglia alle 6 e poi subito a lavorare per finire solo verso le 11 di sera. La marcia è stata a ritmi serrati a causa della deriva della calotta che ci ha fatto radoppiare la distanza prevista da percorrere, il freddo è stato intenso con la colonnina di mercurio che prima di rompersi oscillava tra – 22 e -29, la fatica di trainare una slitta dal peso di 43 kg che si capovolgeva di continuo, su  un terreno accidentato, pieno di trabocchetti e quasi mai dritto… è stata davvero tanto dura.

Tuttavia la cosa in assoluto peggiore è stato il fatto che alla fine di dieci ore di cammino con un’ora solo in totale di pausa, non c’era un bagno caldo ad attendermi ma freddo e tanto lavoro da fare: montare la tenda, aspettare al gelo e senza nulla di caldo e asciutto per cambiarsi, che l’acqua bollisse per poter bere e mangiare e solo allora, verso le 23 riuscire a scaldarsi un po’ e a rilassarsi… un’esperienza davvero dura.

Abbiamo percorso circa 90 km coprendo quasi la distanza di un grado di latitudine, anche se per avere dei dati precisi dovrò aspettare di raccogliere i dati dai miei compagni, confrontarli con i miei, infatti le temperature estreme mettono a dura prova ogni strumento elettronico e quasi nulla alla fine funzionava più, lasciandomi qualche margine di dubbio su dove esattamente mi trovassi.

Pensate che per avere una foto ricordo del mio arrivo al Polo ho dormito con la macchina fotografica sotto la mia maglietta di lana della mamma, perché potesse stare al caldo e non scaricarsi del tutto.

Ora che comunque questa avventura è giunta al termine vi posso raccontare perché ci tenevo tanto ad arrivare quassù. Siccome molti, ma molti anni fa, avevo spedito qualche lettera al Polo Nord all’indirizzo di Babbo Natale e lui non aveva esaudito tutti i miei desideri, sono voluto venire di persona per trovarlo e accertarmi che avesse ricevuto le mie richieste o se per caso fossero andate perdute.

A dire la verità non l’ho trovato, ma molto probabilmente ho scelto il periodo sbagliato per cercarlo, è quasi sicuro infatti che dopo le fatiche delle feste, Babbo Natale  si debba riposare in climi più caldi e ora lo posso anche capire: stare al Polo Nord non è per niente facile.

Grazie a tutti quelli che hanno seguito la mia avventura. (Fabio De Mas)

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