Una Petrosani blindata ha accolto il viaggio dei vertici dell’Associazione Pollicino

La protesta dei minatori (E. Collarin – Tiellephoto.it)

PETROSANI –  Una Petrosani blindata a causa delle proteste dei minatori ha accolto il primo viaggio annuale in terra rumena dei vertici dell’Associazione Pollicino.

Il periodo storico nel paese rumeno è assolutamente delicato, caratterizzato da una grave crisi politica ed una forte incertezza amministrativa. L’aumento delle tasse, dell’IVA e di conseguenza del costo delle materie prime, unite ad una riforma massiccia del sistema del lavoro, ad una riduzione della pianta organica degli organi statali e ad una dilagante disoccupazione, aumentano i malumori e le tensioni sociali.

Così, dopo più di ventanni dalle famose rivolte dei minatori dela Valle del Jul, che sfociarono in una violenta protesta a Timisoara il 15 dicembre del 1989 e portarono ai tumulti di piazza che nella notte del 22 dicembre dello stesso anno causarono la testituzione del dittatore Ciausescu, a Petrosani i minatori hanno iniziato ad urlare il loro disagio a causa della chiusura delle miniere della zona.

Il governo prevede infatti la chiusura delle ultime tre miniere entro il 2014 con il conseguente licenziamento di tutti i minatori ancora impiegati.

Nella giornata di ieri, giovedì 8 marzo, mentre tutte le donne in antichi rituali oramai desueti in Italia, festeggiavano la festa delle donne con cene e balli fino a tarda serata, i loro mariti, genitori e figli minatori protestavano vibratamente in tutta la città con forme ecclatanti o semplici sit-in.

Più di 4 mila minatori hanno protestato invadendo la strada nazionale che porta a Bucarest per più di quattro ore, creando notevoli problemi al traffico e alzando a tensione con i numerosi poliziotti della celere a livelli di assoluta emergenza.

Contemporaneamente altrettanti loro colleghi non terminavano il loro turno di lavoro sotto terra ed occupavano con un presidio a tempo indeterminato la miniera.

Altri gruppi effettuavano dei sit-in di protesta davanti alla sede della CNH, l’azienda miniera nazionale, minacciando di darsi fuoco se non venissero accolte le loro rimostranze.

Il livello della protesta è molto alto ed il messaggio simbolico degli avvenimenti che richiamano la rivoluzione del 1989, hanno portato in città tutte le televisioni ed i media nazionali, con special in diretta ed intere pagine sui giornali.

Certamente il momento storico è differente, la rinnovata cultura democratica e l’appartenenza alla Comunità Europea scongiurano drammatiche evoluzioni rivoluzionarie, ma evidenziano la recessione economica, sociale e morale in cui la Romania è precipitando, gettando un alone di pessimismo sulla evoluzione politica che il paese è tenuto a compiere per uniformarsi ai fratelli europei.

Dimostrazione ne è la recente bocciatura assieme alla Bulgaria di una loro imminente entrata in Comunità Europea a pieno titolo, con l’ingresso nella zona Euro. (Enrico Collarin)

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