Emergenza acqua: riparazioni perdite nel territorio agordino

AGORDO – Riparazioni a tappeto da ieri ma anche nei prossimi giorni in tutta la zona dell’Agordino, dove in questo momento si fa più sentire il fenomeno della carenza idrica. Interessati i comuni di Cencenighe, Falcade, Alleghe, Canale d’Agordo ed Agordo.

A Cencenighe ieri sera il personale di Gsp ha individuato un’ingente perdita nella centralissima Via Roma: tempestivo l’intervento di riparazione, eseguito già nella mattinata odierna, per tamponare l’abbondante fuoriuscita d’acqua su strada e contenere il calo di livello nella vasca di Calchere, in crisi idrica per quasi tutto il mese di febbraio ed ora con livelli stabili grazie al collegamento temporaneo con la rete idrica di Vallada.

Riparazioni minori, invece, a Falcade (Piazza Mercato) e Alleghe (località Caprile), dove le lavorazioni dureranno solo qualche ora nella giornata odierna. Ad Alleghe (Via Fontanive) e Falcade (Piazza Mercato) si è lavorato per riparare perdite minime anche lunedì 5 e martedì 6.

Domani e nei prossimi giorni, invece, si lavorerà per tamponare le falle individuate a Canale d’Agordo, in Via Xaiz e sul ponte principale, e ad Agordo, in Via Cal de le Mule.

«La siccità stagionale – spiega la società – non lascia scelta: dobbiamo ridurre al minimo le dispersioni dalle reti e trattenere quanta più acqua possibile in rete per garantire continuità nell’erogazione. Il fenomeno delle perdite – prosegue la società – è frequente in primavera: con l’innalzamento delle temperature e il disgelo il terreno si dilata e muovendosi è inevitabile che solleciti le tubazioni che, data la vestutà, facilmente si danneggiano. In marzo ed aprile abbiamo il picco: chiediamo, quindi, ai cittadini di portare pazienza qualora si verifichino minimi slittamenti nei tempi di intervento presso le singole utenze per sgelature o riparazioni minime».

Prosegue, intanto, su tutto il territorio provinciale l’attività di ricerca delle perdite sia lungo le condotte di distribuzione, quelle che si diramano nei centri abitati, sia lungo le reti di adduzione, vale a dire quelle porzioni di tubazioni che partendo dalle sorgenti garantiscono il riempimento dei serbatoi di accumulo.

«La fase di ricerca è la più impegnativa e lunga – spiega la società – perché le rotture non sempre sono evidenti: ci sono le perdite occulte, non visibili a occhio nudo, dove bisogna scavare su più porzioni di terreno fino a quando, con l’ascolto del suoni rilasciati dall’acqua in rete, si individua il punto esatto della rottura. La sistemazione, poi, è la parte meno complessa dell’attività e si risolve mediamente in qualche ora o in giornata».

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