Hockey: Nilo Riva ha rassegnato le dimissioni dalla Lega

Nilo Riva, Vice Presidente Alleghe Hockey

ALLEGHE – «Negli anni settanta e negli anni ottanta ci si guardava negli occhi, ci si stringeva la mano e nessuno rompeva quei patti. Per questo le società avevano la possibilità di concentrarsi su tutt’altre problematiche, non ultima la crescita del vivaio e di tutto il movimento».

Premesse importanti per un rapporto collaborativo di Lega, sono quelle espresse da Nilo Riva che ha rassegnato le dimissioni dall’importante sodalizio che in questi anni ha unito le società.

«Nella Lega – dice Riva motivando la sua scelta – deve prevalere la partecipazione e la condivisione di tutti, perlomeno che le decisioni siano accettate. Questo non sta succedendo, di qui le mie dimissioni».

E’ chiaro che il motivo è legato al numero dei giocatori stranieri schierati dal Valpellice e dal Pontebba che hanno rotto il “patto” sancito da quella famosa stretta di mano. Decisioni che hanno scatenato il putiferio, peraltro a causa di due società che non sono arrivate in serie A1 non per meriti, ma solo per deroghe.

«Abbiamo cercato – dice Riva – e in tanti modi di concordare, limitare, verificare le esigenze del movimento soprattutto in mancanza di strumenti federali normativi che portino a regole ferree da rispettare nel tesseramento degli stranieri. Mi sembra che il fallimento sia ben visibile».

Cosa auspica? «Che inizi a prevalere lo spirito di far crescere il movimento, ci sono società che pensano solo al proprio tornaconto e invece di investire nell’attività usano il denaro per acquistare giocatori stranieri. Eppure sono squadre in attività da decenni, le stesse che hanno messo a roster italiani costretti a rimanere in panchina se non mandati a casa. Società che spendono e spandono ma poi non pagano nemmeno le quote societarie o investimenti minimi come le telecamere per l’instant replay. In un periodo di crisi, diminuzione delle sponsorizzazioni ci vorrebbe il buonsenso prima di tutto, quello necessario per ridurre i budget e concentrare l’attenzione sulla riorganizzazione delle società».

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