Canoni Rai: una richiesta inopportuna e iniqua

BELLUNO – La protesta per il pagamento del canone speciale preteso dalla RAI anche per la detenzione, ad di fuori dell’ambito familiare, di computer, tablet, smartphone con connessione ad internet, è stata lanciata da Confcommercio  Imprese per l’Italia che l’ha definita una pretesa assurda dopo che alle imprese e ai liberi professionisti erano fioccate le richieste da parte dell’emittente di via Mazzini.

A far scattare le proteste è stato l’inserimento nel decreto Monti dell’obbligo dell’indicazione nella dichiarazione dei redditi del numero del canone speciale.

La federazione ha già inviato, anche a nome di Rete Imprese Italia, una lettera al presidente Monti e al ministro dello Sviluppo Economico Passera per sollecitare l’esclusione da qualsiasi obbligo di corrispondere il canone speciale in relazione al possesso di apparecchi che sono strumenti di lavoro per le aziende, quali computer e cellulari.

La pretesa pare ancor più assurda e beffarda nel momento in cui per sollecitare l’innovazione nelle imprese si è di fatto obbligato le stesse a dotarsi di un computer per le comunicazioni da e con le Amministrazioni Pubbliche attraverso la posta certificata e contribuisce a innalzare la pressione tributaria in un momento di recessione.

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