Confindustria: autotrasporto in difficoltà anche per le condizioni meteo

Confindustria Belluno Dolomiti

BELLUNO – Mauro Formenti, Presidente della Sezione autotrasporti di Confindustria Belluno Dolomiti, commenta con amarezza il blocco al traffico pesante imposto da molte prefetture del centro Italia, in piena notte e senza alcuna reale giustificazione al solo manifestarsi delle prime deboli nevicate.

Le nevicate e il gelo, che dalla settimana scorsa hanno colpito soprattutto il centro Italia, hanno un carattere di eccezionalità solo per le caratteristiche climatiche delle provincie e delle regioni che le stanno subendo. Cioè a zone che, evidentemente, non sono abituate al verificarsi di tali eventi. Ma non  risultano affatto eccezionali in senso assoluto: non lo sono per le regioni alpine o per quelle del centro e nord Europa, dove i nostri mezzi operano regolarmente e senza particolari problemi in situazioni ben più impegnative di quelle verificatesi nel nostro Paese nei giorni scorsi.”

La legge impone ai  mezzi di autotrasporto di essere dotati di catene da neve e pneumatici adeguati per affrontare gelo e nevicate certamente più abbondanti di quelle verificatesi ad esempio in Emilia Romagna la settimana scorsa. Ma le prefetture di quella e di altre regioni limitrofe con le loro ordinanze, invece di preoccuparsi di disporre controlli severi sul rispetto della normativa hanno preferito adottare misure draconiane e superficiali impedendo semplicemente a tutti i mezzi di viaggiare.

“C’è da chiedersi allora – commenta Formenti –  a cosa servono le norme sulla sicurezza stradale che le aziende e gli autotrasportatori seri rispettano rigorosamente e chi ripagherà le nostre aziende per l’ulteriore danno arrecato con 48 ore di fermo del tutto  ingiustificato per molti mezzi?”

Anche le condizioni meteorologiche, dunque, contribuiscono ad accentuare il già fortissimo disagio di un settore strategico per l’economia italiana ma che da tempo sta accusando le pesanti ripercussioni della crisi che attanaglia il Paese.

Moltissime imprese di autotrasporto sono prossime al collasso e diverse hanno già chiuso i battenti a causa del pesante incremento di costi che non riescono a compensare con necessari adeguamenti tariffari e che non dipendono dall’efficienza gestionale delle singole aziende: dal carburante (+25% in un anno) ai pedaggi autostradali (+17%), alle assicurazioni (+40%), al costo del lavoro.

La questione delle tariffe di trasporto non in linea con l’incremento dei costi è tra le più spinose per il comparto anche perché continuano a emergere casi di concorrenza sleale da parte di diversi operatori che, per l’affanno del momento o per scelta deliberata, non viaggiano nel rispetto delle regole (tempi di guida e di riposo, limiti di peso, adempimenti accessori, ecc.) e offrono servizi sottocosto.

“La legge prevede che le responsabilità e le conseguenze derivanti da un trasporto non regolare siano poste anche a carico del committente. L’ azienda che  delega il servizio di trasporto, non dovrebbe pertanto disinteressarsi di ciò che avviene delle proprie merci una volta uscite dai cancelli della fabbrica o dei magazzini. Nell’affermare i principi di doveroso rispetto della legalità e della qualità dell’operato di ognuno è necessario un rinnovato rapporto di collaborazione fra committenti e trasportatori per far si che il trasporto non sia più considerato una mera voce di costo ma gli venga riconosciuto il ruolo e il valore aggiunto che crea nella filiera della gestione delle merci, dal produttore al consumatore.”

Questo l’auspicio di Formenti che chiede la collaborazione di tutte le aziende locali e spiega di aver avviato con i colleghi bellunesi delle associazioni di categoria dell’artigianato un apposito tavolo di lavoro. Un progetto per attivare  una serie di iniziative condivise destinate a sensibilizzare i clienti e affrontare con maggiore efficacia i pesanti pregiudizi che il mercato attuale impone.

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