Nuovi capistazione nel Soccorso Alpino bellunese

Soccorso Alpino (T. Zampieri)

BELLUNO – Si sono svolte a gennaio le elezioni dei nuovi capo e vicecapo delle venti Stazioni del Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi. Nella maggior parte dei casi si è trattato soltanto di una riconferma a soccorritori che da anni prestano il loro impegno e la loro responsabilità nell’assicurare aiuto a chi si trova in difficoltà in montagna, come pure nel gestire la vita associativa e organizzativa della Stazione di pertinenza. In altri casi, capistazione e vice storici hanno passato il testimone dopo aver ricoperto queste cariche per tantissimi anni. Uno su tutti Giulio De Bortoli, iscritto al Soccorso alpino dal 1971, capo o vicecapo della Stazione di Feltre dal 1987 al 2011. Come pure Mauro Piccolin, a lungo capo o vice, e tuttora tecnico di elisoccorso, della Stazione di Belluno. Proprio nella Stazione del capoluogo, all’ultimo capostazione Max De Dea è subentrato Matteo Fontana, vice Cesare Ghedina. A Feltre resta capostazione Sigfrido Dalla Rosa, mentre al posto del vice Giulio De Bortoli entra Marcello Broccon. Ad Alleghe a Luca De Zordo subentra Alessandro Rudatis, vice Mario Manfroi. Nella Stazione del Centro Cadore, Guido Pinazza lascia il comando a Gianmario Meneghin (già capostazione), vice Maurizio Bergamo. A Longarone Mariano De Mattia è capostazione, Claudio Bolzan vice. In Val Comelico Christian Casanova sostituisce come vicecapo Michele Festini, capo Gino De Zolt, e, nello stesso ruolo, nella Val Fiorentina Romolo Del Zenero subentra a Dustin Lorenzini, capo Cesare Masarei. Infine il nuovo capo della Stazione Val Pettorina è Igor Tigliani, vice Alessandro Darman.

Nel ringraziare l’impegno di quanti hanno abbandonato la propria carica, pur continuando l’attività di soccorritori, il delegato del Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi Fabio Rufus Bristot ha detto loro: “Aver garantito, pur con periodi temporali anche significativamente diversi tra di voi, il vostro impegno come capo o vicecapo Stazione a favore del Soccorso alpino, quindi della collettività, non è un’azione secondaria per una realtà come la nostra nella quale, spesso, vige il principio della deresponsabilizzazione, dove viene con una certa frequenza detto ‘fa altri’ o ‘fa ti’ o ‘farà qualchedun de altro’. Di questo vostro contributo fondamentale, senza ulteriori fronzoli, desidero ringraziarvi a nome di tutto il Soccorso alpino. Spero che il vostro contributo in termini di immutata passione ed apporto d’esperienza possa continuare ad essere offerto alla vita del Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi e alle vostre Stazioni di appartenenza. Risulterebbe importante ed esempio per i più giovani“.

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