Confindustria: gli autotrasportatori non aderiscono alla protesta

Confindustria Belluno Dolomiti

BELLUNO – “Condividiamo in pieno il profondo disagio e tutte le preoccupazioni manifestate in questi giorni dai rappresentanti della nostra categoria, ma abbiamo deciso di non aderire allo sciopero e a forme di protesta tanto dure e paralizzanti per l’intera economia e il servizio ai consumatori, convinti che in questo delicatissimo momento economico la strada migliore da perseguire per affrontare gli evidenti problemi del settore sia quella del dialogo e del confronto per definire proposte e riforme, alcune delle quali peraltro sono già state recepite dal governo e inserite in primi provvedimenti di legge.

E’ questa la posizione espressa da Mauro Formenti, presidente degli autotrasportatori aderenti a Confindustria Belluno Dolomiti, nel commentare le conseguenze dello sciopero del settore che sta bloccando il paese.

“Più che a causa dello sciopero, il problema è che le imprese di autotrasporto in Italia si stanno fermando da sole, strozzate da un pesante aumento di costi incomprimibili, dal carburante (+54,4% in un anno) ai pedaggi autostradali (+16,7%), alle assicurazioni (+40%), al costo del lavoro, solo per fare alcuni esempi, che non dipendono dalla maggiore o minore efficienza gestionale delle nostre aziende ma che, di fatto, le stesse non riescono in alcun modo a compensare con indispensabili adeguamenti tariffari.”

La questione delle tariffe di trasporto non in linea con l’incremento dei costi è tra le più spinose per il comparto anche perché, sempre più spesso, in questo vengono in evidenza casi di concorrenza sleale da parte di diversi operatori che, per l’affanno del momento o per scelta deliberata, non viaggiano nel rispetto delle regole (tempi di guida e di riposo, limiti di peso, adempimenti accessori, ecc.) e offrono servizi sottocosto.

“Per diversi aspetti – prosegue Formenti – la responsabilità e le conseguenze derivanti da un trasporto non regolare è posta dalla legge anche in capo al committente, cioè all’azienda che ha commissionato il servizio di trasporto, che non dovrebbe perciò disinteressarsi di ciò che avviene delle proprie merci una volta uscite dai cancelli della fabbrica o dei magazzini”.

“Nell’imprescindibile e comune rispetto dei principi di legalità e di qualità dell’operato di ognuno – conclude il Presidente – è necessario un rinnovato rapporto di collaborazione fra committenti e trasportatori per far si che il trasporto non sia più considerato una mera voce di costo ma gli venga riconosciuto il ruolo e il valore aggiunto che crea nella filiera della gestione delle merci dal produttore al consumatore”.

“In questo senso abbiamo voluto condividere con i colleghi bellunesi delle associazioni di categoria dell’artigianato, invitati ad un primo confronto in un apposito tavolo di lavoro,  l’avvio di alcune iniziative comuni destinate alla sensibilizzazione dei nostri clienti e all’unità degli impegni per affrontare al meglio, anche localmente, le attuali e difficilissime condizioni di mercato”.

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