La Dolomiti Symphonia Orchestra questa sera a Belluno

BELLUNO – Torna dopo una lunga assenza al Teatro Comunale la Dolomiti Symphonia Orchestra di Belluno, diretta dal M° Delio Cassetta con un Concerto Sinfonico che giovedì 19 gennaio alle 21.00 incanterà la platea. La serata, promossa da Scoppio Spettacoli, dal Circolo Cultura e Stampa Bellunese, e dall’Associazione Anaxus, che racchiude le principali realtà culturali della Provincia, vedrà come protagonisti il M° Cassetta, tra i fondatori, nel 1985, dell’orchestra bellunese e dal curriculum invidiabile, e la pianista Silvia Tessari, giovane talento di casa nostra che sarà davvero una delizia da ascoltare. La Tessari è nata ad Agordo nel 1984 e si è diplomata a 17 anni con il massimo dei voti al Conservatorio “Pollini” di Padova, sotto la guida del M° Carlo de Battista. Dopo il perfezionamento in masterclass ha vinto una borsa di studio per approfondire l’interpretazione mozartiana con il M° H. Shelley ed è stata borsista alla Sommerakademie del Mozarteum di Salisburgo. Attualmente Silvia Tessari frequenta l’ultimo anno all’Accademia di Alto Perfezionamento Santa Cecilia di Roma, nella classe di Sergio Perticaroli.

Il programma del concerto vedrà nella prima uno tra i più celebri concerti per pianoforte e orchestra, quello composto dal norvegese E. Grieg, in cui l’autore unisce la tipica cantabilità romantica alle evocative descrizioni in musica, quasi dipinti, del Nord Europa. (Concerto  per pianoforte e orchestra in la minore op 16; Allegro molto moderato, Adagio, Allegro moderato molto e marcato), per poi passare alla sinfonia n.3 in Mi bemolle maggiore op. 97 “Renana”. Scritta nel 1850 dal celebre compositore R. Schumann, teorico e massimo protagonista del Romanticismo musicale, durante il suo soggiorno a Düsseldorf, la Terza sinfonia è specchio di un periodo particolarmente sereno per il musicista tedesco. Organizzata in cinque movimenti, l’opera pare evocare scene e scorci del grande fiume Reno. Il primo tempo (Vivace) inizia con un ritmo sincopato, da festa paesana. Lo Scherzo (Molto moderato), quasi un Ländler, evoca la serenità dello scorrere delle acque. Il terzo (Non presto)  e il quarto movimento (Maestoso) sono invece improntati a maggiore solennità. Il primo di essi pare quasi un sussurrato dialogo tra gli strumenti, offuscato solo dal finale, in cui emergono elementi più cupi, finché il secondo tema non viene quasi inghiottito dal pizzicato degli archi. Nel quarto movimento, la platea avrà la sensazione di trovarsi in una cattedrale, dove il rigore e la forma tipiche dell’antica musica organistica tedesca paiono rinascere. Sembra che Schumann pensasse proprio allo svettante duomo di Colonia per comporre questo mirabile contrappunto che dà a tratti l’idea che la musica cresca a riempire tutto lo spazio architettonico a disposizione. La gioia riappare nell’ultimo movimento (Vivace), quasi una festa danzante sulle rive del fiume, in cui ritornano come echi i temi precedentemente ascoltati.

Un concerto imperdibile, dunque, sia per gli appassionati che per chi vuole avvicinarsi a questo incantevole mondo per la prima volta.

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