Il Comitato d’Intesa si confronta con la riforma del terzo settore

La sede del Centro servizi per il Volontariato a Belluno

BELLUNO – Dodici mesi di grandi cambiamenti. Il 2018 è stato un anno particolare per il volontariato bellunese; se ne è discusso oggi all’assemblea ordinaria dei soci aderenti al Comitato d’Intesa di Belluno, svoltasi alla sala riunioni dell’Ospedale San Martino.

«Da un lato la riforma del Terzo settore, con provvedimenti del Governo sempre più concreti in merito; dall’altro la decisione dell’Onc (Fondazione Organo Nazionale di Controllo) nell’ottobre scorso di determinare gli ambiti territoriali di azione dei nuovi Csv, unendo il territorio della Provincia di Belluno con quello di Treviso», ha ricordato il presidente Gianluca Corsetti. «Ci siamo mossi fin da subito, ritenendo non soddisfacente ogni ipotesi di fusione, in primis per le ragioni di specificità della Provincia di Belluno».

Il 2018 ha anche visto il rinnovo delle cariche sociali del Comitato d’Intesa e del Csv: nel novembre scorso, infatti, il consiglio ha eletto alla presidenza Corsetti ed Elisa Corrà come vice presidente con Romeo Bristot in qualità di segretario del Comitato.

La riforma del terzo settore

Anche il Comitato d’Intesa è profondamento interessato alle novità introdotte dal decreto legge sulla riforma del terzo settore (117 del 3 luglio 2017) per due motivi: come organizzazione di volontariato dovrà adeguare lo statuto entro il 3 agosto; come ente gestore di un Csv dovrà assicurarsi che rimangano inalterate le modalità operative.

Inoltre, al pari di tutte le altre Odv ha dovuto attrezzarsi per recepire il nuovo Codice della Privacy, approfondire la gestione della sicurezza e prendere atto del decreto cosiddetto spazzacorrotti i cui contenuti per il mondo del volontariato parrebbero quasi persecutori (prevederebbe l’equiparazione ai partiti politici in materia di trasparenza).

Il pensiero sull’accorpamento

La decisione dell’ottobre scorso dell’Onc di aggregare i Csv di Belluno e Treviso è risultata inaspettata in quanto l’articolo 61 del decreto 117/2017 prevedeva espressamente che l’Onc accreditasse un Csv per ogni città metropolitana e per ogni provincia con territorio interamente montano e confinante con Paesi stranieri ai sensi della Legge Del Rio (56/2014). «La Provincia di Belluno ricade espressamente nel secondo caso, dunque riteniamo che lo spirito della Riforma del terzo settore nonché i principi di  sussidiarietà, di differenziazione e di adeguatezza valorizzati dalla Legge Del Rio, siano stati disattesi dalla decisione», spiega Corsetti. «Il volontariato bellunese, lo scorso 27 ottobre, ha assegnato un preciso mandato al direttivo: cercare di far ragionare sull’inadeguatezza delle fusione, convinti infatti che l’aggregazione non porterebbe alcun contenimento dei costi di gestione. Al contrario vi sarebbero gravi disagi per tutto il terzo settore ma soprattutto per i loro volontari, stante un territorio molto frammentato diviso in decine di vallate, con un paventato aumento di costi. Nelle interlocuzioni avvenute con l’Onc è stato dunque chiesto di rivedere la decisione, dandoci l’opportunità di lavorare per il nostro territorio con un modello di Csv scelto dal territorio».

Nella recente emergenza Vaia, grazie alle capacità di organizzarsi in rete ma anche di operare in autonomia, le associazioni volontaristiche bellunesi hanno ulteriormente testimoniato il loro radicamento territoriale nonché la qualità del loro intervenire prima durante e dopo l’emergenza, come hanno certificato sia Prefetto di Belluno che tutti gli organi di stampa locali e nazionali.

Le attività

All’assemblea sono state ricordate le attività portate avanti dal Comitato lo scorso anno: tra queste attività di rappresentanza con enti del terzo settore, dove si sono rappresentate le istanze del volontariato bellunese. La base sociale è composta da 184 soci tra organizzazioni di volontariato (Odv) e associazioni di promozione sociale (Aps). È stata ricordata l’importanza del Csv Belluno, l’organismo territoriale gestito dal Comitato attorno al quale si articolano tutte le varie associazioni e organizzazioni che operano nel terzo settore, che detiene un importante primato: è il primo Csv costituito in Italia.

Ricordata anche la struttura della Casa del Volontariato in via del Piave che oltre alle attività del Comitato accoglie la sede del Csv e di 22 altre associazioni di volontariato e di promozione sociale oltre alla sala riunioni e due piccoli appartamenti: il primo è destinato ad accogliere i volontari del servizio civile europeo Erasmus + mentre nel secondo è inserito un appartamento domotizzato che ospita attività di riabilitazione domestica per persone con difficoltà motorie, in collaborazione con il personale della Ulss 1.

Tra i tanto progetti gestiti: lo sportello delle tutele legali per l’amministrazione di sostegno (in collaborazione con Ulss 1), il servizio S.t.acco (Trasporto e accompagnamento per persone anziane e/o disabili),  il Servizio civile nazionale e regionale, il programma Erasmus+ promosso dalla Commissione europea.

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