Il bullismo fa spettacolo

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MEL – Nell’ambito del progetto “Bullismo” atto a prevenire le manifestazioni di bullismo e di cyberbullismo, l’Istituto Comprensivo di Mel e Lentiai ha proposto alle classi prime e seconde della scuola secondaria di primo grado la Conferenza- spettacolo “Siamo tutti schiappe!!”.

La rappresentazione, per la prima volta ospitata in provincia e realizzata dall’attore-educatore Fabrizio Palma, nasce dalla lettura della saga di Jeff Kinney “Diario di una schiappa”, dove il tema del bullismo viene affrontato in modo divertente e con il sorriso sulle labbra.

L’obiettivo che si propone Palma, da vent’anni impegnato nel teatro per ragazzi e che confessa di aver iniziato a lavorare sul tema dal momento in cui è diventato padre, è di provare a spiegare il bullismo in una forma diversa e più accattivante, comica ed emozionale per i ragazzi e con lo scopo di sensibilizzare la vittima e soprattutto il gruppo/branco, che spesso è a conoscenza dei fatti, affinché denuncino quello che sta succedendo. La denuncia è la prima forma di aiuto per le vittime, ma anche per i bulli che così possono essere fermati e aiutati a comprendere come ciò che fanno sia sbagliato.

Di fronte ad un pubblico di pre-adolescenti divertiti, ma molto attenti e coinvolti, l’attore ha articolato il suo intervento in tre parti.

Inizialmente è stato affrontato il tema dell’adolescenza in modo comico, utilizzando paradossi e cliché divertenti, per arrivare a comprendere la differenza tra un atto di bullismo e uno scherzo.

Nella seconda parte invece si è parlato di denuncia, dell’importanza di “parlarne con qualcuno”, esso sia un amico, un genitore, i professori, tutto ciò per far comprendere alla vittima che esiste una rete di persone ed istituzioni che sono pronte ad aiutarlo e del ruolo chiave che spesso ha il “gruppo/branco” nel rapporto tra vittima e bullo. La proposta di letture e della visione di alcune parti del libro “Diario di una Schiappa” con il suo effetto drammaturgico, ha a tratti alleggerito il tema e accompagnato i ragazzi nella comprensione dei contenuti proposti.

L’esperienza si è conclusa con la parte più seria, ma anche quella che più interessa i ragazzi d’oggi: il “cyberbullismo”.

Attraverso la visione di un video della Polizia Postale, sono stati affrontati i risvolti legislativi che possono nascere dietro una semplice fotografia, video o messaggio condivisi sui social o anche in una semplice chat. Il racconto di drammatici fatti di cronaca ha ammutolito i ragazzi e li ha posti di fronte alle conseguenze gravi che il concedere e il divulgare immagini inappropriate può generare.

La foto di una lavagna, che nelle versioni precedenti dello spettacolo veniva scritta dagli stessi ragazzi (non visti dagli altri compagni) che dedicavano una parola al loro bullo o prepotente di turno, ha esordito un effetto catartico. Anche questo un espediente drammaturgico per affrontare e risolvere il problema. Perché, come dimostrato da sociologi e psicologi, spesso i fenomeni di bullismo terminano quando la vittima, dimostrando un grande coraggio, riesce ad isolarsi con il bullo e a dirgli che deve smetterla, perché gli sta facendo male! Spesso il bullo smette proprio perché non sa di essere un bullo, anzi, egli pensa di essere simpatico poiché sostenuto dal gruppo; la lavagna vuol dimostrare ai bulli che non sono per nulla simpatici, anzi!

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