Rinasce “Il Cuore di carta della città”: al via il restauro degli antichi estimi del Cinquecento

FELTRE – Si intitola “Il cuore di carta della città” il progetto candidato dall’amministrazione comunale di Feltre al bando cultura della Fondazione Cariverona che è stato ammesso a contributo per una cifra pari a 38 mila euro. L’iniziativa, che nel complesso impegnerà risorse per circa 54 mila euro, prevede il recupero di alcuni tra i più antichi volumi dell’archivio storico della città, in particolare alcuni estimi risalenti agli anni immediatamente successivi all’incendio che la distrusse nel 1510.  “Non solo una pur importantissima operazione di restauro librario, ma la volontà di restituire a Feltre e alla sua storia un altro tassello utile a ricostruire la temperie culturale, sociale, politica ed economica di quell’epoca.”, Così commenta l’iniziativa l’assessore alla cultura del Comune di Feltre Alessandro Del Bianco, citando, oltre agli estimi, i libri del consiglio, le suppliche a Venezia, i documenti sui dazi e le altre preziose testimonianze scritte della rinascita della città (le più antiche a disposizione, essendo andato tutto il pregresso distrutto appunto nell’incendio). Il progetto prevede, oltre al recupero, in questa prima fase, di una quindicina dei volumi più antichi, anche la loro digitalizzazione, in maniera da consentire ai molti studiosi che approcciano sovente i volumi, una fruizione dei loro contenuti più agevole e meno “rischiosa” per la loro futura conservazione.

Non solo una operazione di “archeologia culturale” però: il progetto prevede infatti il coinvolgimento, oltre che di un team di studiosi, anche di alcuni studenti degli istituti superiori della città per la successiva valorizzazione e divulgazione scientifica dei contenuti; in particolare con una mostra che sarà allestita a Palazzo Borgasio nei primissimi mesi del 2019. L’operazione-recupero partirà infatti a breve. “Abbiamo già preso contatti con i tecnici dell’Abbazia di Praglia (uno dei pochissimi soggetti abilitati ad interventi di questo genere), sottolinea ancora Del Bianco. Tra pochi mesi potremo dunque “toccare con mano” il frutto di questo importante intervento di restauro culturale; dopo la riapertura della Torre dell’Orologio e la rinascita del pozzetto sottostante piazzetta delle Biade, un altro importante tassello della Feltre del Cinquecento tornerà così a rinnovato splendore.”

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