Carta di Cortina: da case history a modello per i territori di montagna

CORTINA D’AMPEZZO – Il futuro della montagna è in mano alle donne. Un team di affermate professioniste e dirigenti, direttamente coinvolte nello sviluppo sostenibile dei territori di montagna, si è riunito ieri a Cortina per un confronto sul tema, in un’ottica sostenibile e orientata allo sviluppo.

Il focus della giornata era la Carta di Cortina, il documento con cui la Perla delle Dolomiti si impegna nella tutela del territorio riducendo l’impatto ambientale in occasione dei grandi eventi sportivi invernali, in vista dei Mondiali 2021. Un testo già preso a modello da altre località, come il comprensorio del Cimone, nell’Appennino tosco-emiliano, in procinto di assorbire i contenuti della Carta e le good practice emerse.

Organizzavano l’incontro il Ministro dell’Ambiente, la Convenzione delle Alpi e la Delegazione Italiana della Convenzione delle Alpi, con la collaborazione di Fondazione Cortina 2021.

Nessuna “quota rosa”: l’appuntamento al femminile è nato dal desiderio di valorizzare le competenze e le esperienze professionali che ruotano intorno alla montagna. Come ha detto recentemente la giornalista e attivista Naomi Klein: “Prendersi cura delle persone e delle cose è un concetto assolutamente radicale”. La più necessaria delle rivoluzioni comincia da qui, dall’assumersi la responsabilità di preservare ciò che è importante, le cose – ovvero la natura – e le relazioni. Come da sempre fanno le donne, anche in montagna.

Ieri mattina, presso la sede del Museo delle Regole Ampezzane e il Parco naturale delle Dolomiti d’Ampezzo, si è tenuta la tavola rotonda a porte chiuse promossa dalla Delegazione italiana in Convenzione delle Alpi. Nel pomeriggio, l’incontro pubblico, presso il Cristallo Resort & Spa, moderato dalla giornalista e conduttrice Savina Confaloni: l’occasione per sintetizzare i temi emersi durante i lavori e rilanciare il dibattito in compagnia di numerose personalità con ruoli chiave in termini di amministrazione del territorio e politiche ambientali, turistiche e sportive.

Ad animare la tavola rotonda su “Il ruolo della donna per lo sviluppo di un turismo sostenibile dei territori di montagna”, Carolina Sciomer, promotrice della Carta di Cortina sin dalla sua stesura, Marianna Elmi, vicesegretario generale della Convezione delle Alpi, Barbara Ehringhaus, dell’associazione Pro Mont Blanc, Ester Cason Angelini, presidente della Fondazione Giovanni Angelini, Susanna Sieff, Fondazione Cortina 2021, Valeria Ghezzi, presidente di ANEF, Marcella Morandini, direttore della Fondazione Dolomiti UNESCO, Anna Scuttari, ricercatrice dell’EURAC. Tanti punti di vista, un solo obiettivo: condividere idee e proposte, fare rete e sviluppare una riflessione tecnica e creativa.

Al centro del dibattito della giornata, la Carta di Cortina sulla sostenibilità degli sport invernali firmata nel gennaio 2016 da Ministero dell’Ambiente, Comune di Cortina d’Ampezzo, Regione Veneto, ANCI, ANEF, CONI, FISI, Fondazione Dolomiti UNESCO,sprecozero.net. I prossimi mondiali di sci saranno la “leva” di un cambiamento disegnato su misura per i territori: Cortina, ma anche, in generale, le Alpi e la montagna, con l’obiettivo di rafforzare un modello di sviluppo turistico “green oriented” fondato sull’efficienza nell’uso delle risorse come acqua e suolo, sulla limitazione delle emissioni di gas serra e dei costi energetici, a partire da iniziative concrete.

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