Gran Carnevale a Canale d’Agordo

CANALE D’AGORDO – Musica e balli tra Falcade e Canale d’Agordo per la sesta edizione della Zinghenesta, organizzata da I boce dela Zinghenesta in collaborazione con la Pro Loco di Canale d’Agordo e l’Unione Ladina Val Biois e andata in scena domenica 11 febbraio.

Una settantina i partecipanti, tutti rigorosamente vestiti con le maschere tradizionali, che hanno animato la sfilata che li ha portati da Falcade a Canale d’Agordo, passando per Caviola. Lungo la strada, sono stati numerosi i bar e gli alberghi che hanno ospitato la rumorosa comitiva che ha coinvolto nei tradizionali balli i turisti presenti in valle. Impossibile per i curiosi – soprattutto per i più piccoli – sottrarsi a una foto, a una battuta o a una danza con una delle maschere presenti, dal pajazo ai matazin, fino alle “donaze”, scese per l’occasione da Colle Santa Lucia.

L’appuntamento più atteso era a Canale d’Agordo, dove la sfilata ha concluso la mattinata sotto la Casa delle Regole. Lì, ad attendere il gruppo, c’era la “Zinghenesta”, la ragazza più bella del paese, il simbolo della freschezza e della primavera che prende il posto dell’inverno: un “titolo” che quest’anno è andato a Giada Busin, 25 anni, dipendente di un’agenzia immobiliare a Falcade.

Nel pomeriggio, al termine della sfilata che ha portato il gruppo dalla piazzetta di Tancon alla centralissima Piazza papa Luciani, c’è stato il processo al Carnevale, seguito da centinaia di persone che hanno riempito il centro del paese. Un dibattimento surreale, che ha coinvolto una decina di figuranti, travestiti da avvocati, giudici e testimoni; tante le accuse a carico dell’imputato, che hanno ironizzato con simpatia e sagacia sulle notizie che hanno segnato l’intera valle agordina durante lo scorso anno: si è cominciato con i disagi legati alle grandi nevicate, per passare al terremoto di Voltago, toccando poi i temi forti di cronaca e attualità, come i problemi della Croce Verde Val Biois, la situazione di Cencenighe che si è ritrovata nel giro di pochi mesi senza sindaco e senza parroco, fino alle discussioni sul sistema di raccolta dei rifiuti e il fallimento del referendum per la fusione di Falcade e Canale d’Agordo. Davanti a tutte queste “colpe”, inevitabile la condanna per il Carnevale, condannato all’impiccagione. Dopo il “rompete le righe”, la festa è continuata fino al tardo pomeriggio, sempre accompagnata dalla musica folk e tradizionale.

Un’edizione baciata dal sole, che ha attirato la curiosità di residenti e turisti: «C’è stata una bellissima partecipazione, – sottolinea Alessio Xaiz, dei Boce dela Zinghenesta – sia di turisti, che di maschere locali che delle altre valli. L’anno scorso erano presenti i “malagn” da Fodom, quest’anno ci hanno raggiunto le “donaze” da Colle Santa Lucia e tre musicisti dal Comelico». Novità di quest’anno, il premio per la maschera più bella, andato al Papa che ha attraversato la piazza sul cassone di un’Apecar.

Radiosa ed emozionata per il riconoscimento la “zinghenesta”: «E’ stata una sorpresa che mi abbiano scelta. – commenta Giada – E’ una bellissima tradizione, e essere chiamata a rappresentarla non può che far piacere. Ho chiesto più volte se fossero sicuri della loro scelta, è una bellissima festa ed è un onore esserne partecipe».

Nemmeno il tempo di concludere i festeggiamenti che già si lavora al prossimo anno: «Per il 2019,  rinnoveremo di sicuro l’appuntamento. – assicura Xaiz – I numeri dei presenti, tra le maschere e tra il pubblico, sono in continua crescita, e per questo puntiamo ad attirare ancora più gente, cercando di coinvolgere maggiormente anche le valli vicine».

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