Venerdi la presentazione del libro “L’aereo di carta”

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SOVERZENE – Si terrà venerdi 13 ottobre alle ore 20,45 presso la Sala Culturale del Comune di Soverzene la presentazione del libro scritto da Pierosvaldo Savi, nome d’arte Osvaldo Luppi, dal titolo “l’aereo di carta”.

L’incontro con l’autore, organizzato con il patrocinio del Comune di Soverzene, sarà curato da Sabrina Frescura per quanto riguarda le interviste, mentre le letture curate sa Susi Gregoris.

L’invito alla serata è aperto a tutti ma soprattutto a tutti coloro che hanno condiviso l’infanzia e l’adolescenza con Pierosvaldo a Soverzene e dintorni, terre a cui fa riferimento nel romanzo.

BIOGRAFIA – Osvaldo Luppi, pseudonimo di Pierosvaldo Savi, originario di Soverzene (BL) nato nel 1964 vive e lavora a Pordenone come libero professionista. Ama dedicare il tempo libero alla lettura di narrativa e di testi scientifici, alternandola alla pratica di varie discipline sportive. Tennis, corsa, sci, escursionismo in montagna, anche d’alta quota, immersioni in apnea, gli hanno fornito molti spunti per la stesura di questo romanzo. Ha sempre coltivato la passione per la scrittura, con brevi racconti mai pubblicati, e solo recentemente ha deciso di uscire dal guscio e cimentarsi con un romanzo. L’aereo di carta è il suo primo libro.

RECENSIONE DEL ROMANZO – Elia è un ingegnere aeronautico, vive a Varese ed è avviato verso una brillante carriera nell’industria aeronautica nazionale (AerMacchi). Il 21 luglio 2006, giorno del suo 42-esimo compleanno, mentre fa un bilancio della sua vita, esplode in lui l’insoddisfazione della sua sfera sentimentale e sente irresistibile, magnetico, il richiamo di Beatrice, la ragazzina a cui, all’età di tredici anni, aveva dato il primo bacio e poi era scomparsa dalla sua vita. Decide di andare a cercarla. La ricerca si rivela difficile oltre ogni aspettativa. Partendo dal piccolo paese natio posto alle porte delle Prealpi Bellunesi, si trova a dover percorrere tappe di un viaggio inedito che lo porta a confrontarsi soprattutto con se stesso. Scala i ghiacciai dell’Adamello, e poi gira mezza Europa, da Mayrhofen (Austria) a Francoforte, per poi finire a Cabras, in Sardegna, dopo un soggiorno-chiave in Costa Azzurra. Nel viaggio si susseguono inconvenienti ed episodi che fanno riflettere, e soprattutto crescere, il razionale e rigido Elia. Frequentemente gli vengono in aiuto aerei ed alcuni animali di carta, costruiti per hobby con la tecnica origami, aprendogli le porte della comunicazione, anche in situazioni difficili. Il racconto del viaggio è interrotto, a tratti, dalle lettere di Beatrice ad un’amica. Queste si aprono in frammenti che testimoniano il forte legame che si era creato fra i due ragazzini tredicenni. La voce di Beatrice assume, attraverso le lettere, vigore, sentimento e rivela un significato chiaro alla ricerca del protagonista: Beatrice ha condotto Elia in questo viaggio e gli ha fatto trovare l’Amore.

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