Rapina in villa a Santa Giustina: presi gli autori

SANTA GIUSTINA – Era il 23 gennaio 2017 quando, poco prima delle otto di sera, tre individui di sesso maschile, con il volto travisato da passamontagna, si introducevano in una villetta di Santa Giustina e, trovatisi di fronte l’anziana proprietaria, la immobilizzavano contro un muro e, sotto la minaccia di un’arma, si impossessavano della sua borsetta contenente portafogli, bancomat e alcuni contanti, nonché di vari monili ed orologi. I rei si dileguavano subito dopo facendo perdere le proprie tracce, lasciando la vittima, che vive da sola, in uno stato di shock.

Le indagini condotte per 4 mesi dai Carabinieri del NORM della Compagnia di Feltre e della Stazione di Santa Giustina, che subito si erano recati sul posto per il sopralluogo, hanno consentito di individuare tutti gli autori che, a vario titolo e con compiti diversi, hanno preso parte alla rapina. Si tratta di una compagine di 6 cittadini kosovari, residenti nel Trevigiano ed a Santa Giustina, impegnati in attività di lavori edili, ma che, come hanno rivelato le indagini, erano dediti alla commissione di reati di tipo predatorio.

Le investigazioni, tuttavia, non possono considerarsi ancora concluse, poiché dovranno essere approfonditi alcuni accertamenti, ma i gravi indizi di colpevolezza raccolti e l’esigenza di evitare la reiterazione di reati simili, hanno indotto l’Autorità Giudiziaria ad emettere un’ordinanza di applicazione di misure cautelari nei confronti di 5 dei 6 indagati.

Così, nella notte tra domenica e lunedì scorsi, in Fonte (TV) è scattata l’operazione dei Carabinieri della Compagnia di Feltre con la collaborazione dell’Arma locale, a seguito della quale Z. M., classe 1975, e S. F., classe 1986, sono stati arrestati e sottoposti alla misura detentiva degli arresti domiciliari, mentre M. M., classe 1975, è stato sottoposto alla misura coercitiva dell’obbligo di dimora.

Tuttora in stato di libertà, invece, risultano G.B., classe 1986, destinatario di un orine di custodia cautelare in carcere e M. X., classe 1978, per cui è stata disposta la misura coercitiva dell’obbligo di dimora. Questi ultimi due risultano irreperibili e, verosimilmente, sono rimpatriati nel paese di origine.

Marginale risulta il ruolo di un sesto indagato a piede libero, G.E. classe 1998.

Nel corso delle perquisizioni domiciliari eseguite, veniva recuperata parte della refurtiva, consistente in svariati monili sottratti all’anziana vittima, sottoposti a sequestro in attesa di restituzione alla proprietaria.

Le accuse contro i predetti sono pesanti, infatti, oltre al reato di rapina sono state contestate diverse aggravanti: vi è stato uso di armi, il conseguimento di un profitto cui la violenza era preordinata ed il reato è stato commesso in un’abitazione, da più persone riunite. Inoltre, i rei hanno approfittato di circostanze di tempo e di luogo che ostacolavano la difesa, in relazione all’età avanzata della vittima, che viveva da sola in una casa singola, ed al favore dell’oscurità, avendo scelto un orario serale per commettere il delitto.

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