Sinistra Piave, continuano gli avvistamenti dell’ibis eremita

BELLUNO – Nelle ultime settimane si sono moltiplicati gli avvistamenti in destra e sinistra Piave dell’ibis eremita, volative a forte rischio estinzione di dimensioni medio-grandi, lungo circa 70 cm e dall’apertura alare di 125–135cm con un peso non superiore al chilo e mezzo. L’ibis eremita è classificato come “criticamente minacciato” nella lista rossa della IUCN. La sua popolazione selvatica ha subito un progressivo declino nel corso dei secoli, in parte anche per cause naturali, ma anche come risultato della combinazione di diversi fattori, con diverse minacce che incombono sulle popolazioni di questa famiglia di uccelli. Dagli inizi del XX secolo l’ibis eremita è diffuso in due popolazioni disgiunte: la popolazione occidentale in Marocco e la popolazione orientale in Siria e Turchia. In Marocco le minacce principali sono rappresentate dalle costruzioni abusive, dal disturbo in prossimità dei siti di nidificazione e dai cambiamenti nelle tecniche agricole utilizzate nelle aree di alimentazione. La caccia rappresenta invece la minaccia principale per la piccola popolazione siriana di ibis eremita, mentre in Turchia prevale l’avvelenamento da pesticidi. In Europa centrale l’ibis eremita era presente fino al XVII secolo, prima che si estinguesse del tutto a causa della pressione venatoria. L’esemplare avvistato in provincia, prevalentemente tra Lentiai e Sedico, fa parte di un progetto finanziato dall’unione europea per cercare di ripopolare il continente. Infatti il progetto Life+ Ibis eremita coordinato dall’associazione austriaca “Förderverein Waldrappteam” ha l’obiettivo di ristabilire la rotta migratoria di questa specie dai quartieri riproduttivi in Austria all’area di svernamento in Toscana. Questo importante lavoro prevede di insegnare ai giovani ibis, nati e allevati in ambiente controllato, una possibile rotta migratoria verso sud, attraverso l’Italia. In natura i giovani ibis apprendono la rotta migratoria seguendo i genitori, così alla Konrad Lorenz Research Station è stato messo a punto un programma specifico per fare in modo che gli uccelli possano seguire in volo i loro “genitori adottivi” umani a bordo di un ultraleggero. Grazie all’imprinting, cioè l’attaccamento che si sviluppa tra i piccoli di alcuni animali e la prima figura che vedono dopo la nascita, ogni anno un gruppo di giovani ibis eremita seguono in volo i loro genitori adottivi umani, che li accompagnano a bordo di un ultraleggero dalla fredda regione austriaca alle zone più calde dell’Italia centrale, nell’Oasi WWF “Laguna di Orbetello”. Questi individui possono così apprendere la rotta migratoria e nel periodo primaverile saranno in grado di ritornare autonomamente in Austria. Gli ibis eremita possono così costituire una popolazione selvatica in grado di vivere in libertà e di migrare autonomamente tra i quartieri riproduttivi a nord e l’area di svernamento a sud. Parallelamente, vengono svolte ricerche volte a incrementare la conoscenza della specie per poter garantire agli ibis eremita una sopravvivenza sicura in natura. (Alex De Boni)

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