Start Art: cittadini e studenti mappano Belluno

BELLUNO – Quali sono i luoghi da valorizzare e quelli da riqualificare del territorio del Comune di Belluno? Questa è la domanda a cui hanno risposto più di cento persone partecipando alla raccolta dati tramite un questionario del progetto “Start Art Belluno: giovani creativi per il territorio” promosso dall’istituto di istruzione superiore “Catullo” di Belluno con la gestione operativa del Centro Studi del Csv Belluno.

Nelle scorse settimane molte persone che vivono, studiano o lavorano nel capoluogo di tutte le età e professioni hanno detto la loro. Tra i luoghi da valorizzare, compresi anche quelli meno conosciuti, il più segnalato è il percorso nel centro storico tra via Mezzaterra, piazza delle Erbe, palazzo Minerva e infine Porta Rugo. Sempre nel centro città, secondo i cittadini, da valorizzare ci sono la chiesa e piazza Santo Stefano che contiene molti tesori artistici e il patrimonio museale ora in trasferimento nel restaurato Palazzo Fulcis. Fuori dall’area urbana primeggiano invece due zone ad altro valore ambientale, dall’alto potenziale turistico, ovvero il Bus del Buson e il colle del Nevegal.

Tra le zone critiche che, secondo gli intervistati, necessitano di un intervento, la più citata in assoluto è la zona di via Lungardo con i suoi capannoni e aree industriali dismessi. Per gli interpellati dovrebbero essere migliorate anche le vicine zone di Borgo Piave e Borgo Prà. I giovani hanno indicato il piazzale della stazione, mentre molti sollecitano la riqualifica delle ex caserme D’Angelo e Fantuzzi e delle vecchie scuole Gabelli. Infine un edificio che piace decisamente poco è l’ex cementificio di via Sarajevo.

Ora la parola spetta agli studenti del Catullo che stanno lavorando a un laboratorio specifico con l’esperto di progettazione territoriale Marco Cau. Durante questa esperienza si daranno da fare per progettare e raccontare questi e altri luoghi per loro più significativi, anche intervistando la popolazione e, in una fase successiva, si esprimeranno attraverso gli strumenti creativi di grafica, fotografia e video. Il progetto, finanziato dalla Regione Veneto, ha come partner anche le “Scuole in Rete per un mondo di solidarietà e pace”, il Comune di Belluno, l’Università Autonoma di Barcellona dove è previsto in primavera un viaggio di istruzione, Confedilizia Belluno, cooperativa Cantiere della Provvidenza, Veneto Agricoltura e associazione Confini Comuni.

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