Divieto di applicare dal 2016 l’imposta di soggiorno: Caner scrive al Ministro

Regione Veneto

VENEZIA – Il Veneto chiede che sia cancellata dalla Legge di Stabilità 2016 la limitazione che impedisce l’applicazione della imposta di soggiorno nei Comuni in cui non è ancora stata introdotta.

L’iniziativa è dell’assessore regionale al turismo, Federico Caner, che, dopo aver sollevato il problema nella Conferenza Stato-Regioni, in una lettera inviata al ministro Dario Franceschini, spiega che l’imposta di soggiorno “è uno strumento importante per lo sviluppo delle strategie di governance”, in particolare alla luce della recente normativa veneta in materia, che prevede la costituzione delle OGD (Organizzazioni di Gestione delle Destinazioni), formate da soggetti pubblici e privati, delle quali fanno parte anche i Comuni, che hanno funzioni di governo, presidio, sviluppo e valorizzazione dell’offerta delle diverse destinazioni turistiche.

“E’ una situazione assurda quella che si è venuta a creare – precisa Caner –, che crea ingiuste disparità nel territorio e stride soprattutto in considerazione del fatto che il Veneto è considerato anche dalle nostre stesse leggi regionali un ambito interamente di interesse turistico. Tutti i Comuni, pertanto, debbono poter applicare l’imposta di soggiorno: chi sino alla fine del 2015 non lo ha fatto, attendeva che maturassero le condizioni per farlo, come, appunto, la creazione delle ODG”.

Nei 50 Comuni del Veneto a più forte vocazione turistica (nei quali si registra complessivamente il 91 per cento di presenze dell’intera regione, per un gettito di imposta stimato attorno ai 60 milioni di euro), una decina non hanno ancora introdotto la tassa di soggiorno, ma alcuni si accingevano a farlo.

E’ il caso di Alleghe, in provincia di Belluno, il cui sindaco ha denunciato, con una nota inviata alle massime rappresentanze istituzionali nazionali e regionali, l’incoerenza e l’irrazionalità dell’interpretazione data dal direttore del Ministero dell’Economia e delle Finanze, in base alla quale viene vietato al Comune di introitare l’imposta di soggiorno a partire dal 1 gennaio dell’anno in corso, in ragione del fatto che la Legge di Stabilità, al fine di contenere il livello complessivo della pressione tributaria, sospende l’efficacia delle leggi regionali e delle deliberazioni degli enti locali nella parte in cui prevedono aumenti dei tributi.

“Proprio qui sta l’errore interpretativo più evidente – aggiunge Caner –, quello cioè di non considerare che la tassa di soggiorno la pagano i turisti non i residenti, e quindi non aumenta la pressione fiscale nei territori. Di fatto assume la valenza di una ‘tassa di scopo’ finalizzata a qualificare ulteriormente l’offerta turistica e quindi a tutto beneficio dell’economia locale”.

“Ho chiesto che questa sperequazione venga superata e siano ripristinate le necessarie condizioni di omogeneità in tutto il nostro territorio – conclude l’assessore Caner –. Basta che il Ministero ponga rimedio al più presto a quello che appare un errore nell’applicazione della norma, la cui ratio non è certamente quella di impedire che i Comuni acquisiscano dalle presenze dei turisti risorse da reinvestire in strutture e servizi a loro dedicati”.

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