Violenze a Limana, Confindustria: “Politica del no a tutto pregiudica il futuro della nostra Provincia”

Luca Barbini presidente di Confindustria Belluno Dolomiti

La sede di Confindustria Belluno Dolomiti

BELLUNO – «La politica, anzi l’antipolitica, del “no a tutto” rischia di pregiudicare lo sviluppo economico del territorio, a scapito delle aziende e quindi dell’occupazione, finendo per aggravare quel fenomeno che tutti, a parole, vogliono contrastare: lo spopolamento della montagna». E’ quanto afferma Luca Barbini, presidente di Confindustria Belluno Dolomiti, commentando i «gravi e inaccettabili episodi» che si sono verificati giovedì mattina a Limana, dove era in programma la presentazione pubblica del progetto per la realizzazione di un mini-impianto per la produzione di energia pulita da fonte rinnovabile. «Condanniamo con forza quanto è successo – afferma Luca Barbini – perché la violenza, le offese, il disprezzo della legalità e delle regole più elementari della convivenza civile nulla hanno a che vedere con la libera e democratica espressione delle opinioni. Nel caso specifico, poi, si è impedito ai cittadini di essere informati sulle reali caratteristiche del progetto, forse perché quei manifestanti facinorosi e violenti temevano che si scoprisse la verità. E, cioè, che si tratta di un piccolo impianto a basso impatto ambientale, come ce ne sono tanti nelle altre regioni montane italiane ed europee. Su questa materia, auspichiamo anche che la Regione Veneto assuma una posizione chiara che garantisca tutti i soggetti interessati, nel rispetto delle regole e della legalità».

«Ma quello che più sorprende e avvilisce – prosegue il presidente degli industriali bellunesi – è il comportamento di quegli amministratori locali che non solo si lasciano condizionare da una minoranza rumorosa e violenta che vorrebbe trasformare la provincia in un grande centro sociale, ma addirittura contribuiscono, in modo irresponsabile, ad alimentare un clima da “caccia alle streghe” con dichiarazioni gravi che rimandano a tragedie enormi come il Vajont. E ciò accade per qualsiasi iniziativa che possa portare sviluppo e benessere al territorio: strade, nuovi collegamenti sciistici, piste, vigneti, impianti per la produzione di energia pulita da fonte rinnovabile, infrastrutture elettriche. Per ogni iniziativa, si evocano spettri e paure, dalle catastrofi ambientali alle malattie, solo per ergersi a paladini di battaglie ideologiche e populiste. Gli amministratori che si lasciano condizionare da questi comitati del “no a tutto”, perché si illudono di aumentare così il proprio consenso elettorale, dovrebbero però ricordarsi che creare un clima e un contesto sfavorevoli alle imprese significa andare contro il bene di questo territorio: senza imprese non c’è occupazione, e senza occupazione non c’è futuro per la nostra provincia».

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