Martini Occhiali, fatturato in crescita grazie all’export

Una piccola azienda con una grande vocazione internazionale

LOZZO DI CADORE – Un aumento di fatturato del venti per cento in un anno, con l’ottanta per cento della produzione assorbito dai mercati esteri. Fondata nel 1989 a Lozzo di Cadore da Dario Martini e dalla moglie Nadia Zampol, la Martini Occhiali è un esempio di piccola azienda a conduzione familiare, dinamica, attenta al Made in Italy, alla qualità del prodotto, all’unicità del design, e con una forte vocazione internazionale: grazie a questi elementi è riuscita a resistere alla concorrenza cinese e a superare le acque tempestose della crisi economica mondiale. Tanto da mantenere stabili i livelli occupazionali e da crescere a doppia cifra nell’ultimo anno. Anche dopo il Silmo, la fiera di settore che si è appena conclusa a Parigi, i segnali sono incoraggianti.

«Anche se non c’è stato un grande afflusso – afferma Nadia Zampol, che è anche vice presidente di Sipao, la sezione produttori articoli per l’occhialeria di Confindustria Belluno Dolomiti – al Silmo abbiamo comunque raccolto indicazioni positive, a conferma del buon andamento della nostra azienda e, più in generale, del settore occhialeria. In questi anni, ci siamo fatti conoscere e apprezzare innanzitutto per la difesa e valorizzazione del vero Made in Italy, che è il terzo marchio più conosciuto al mondo dopo Coca-Cola e Visa e che è sinonimo di creatività, passione e qualità. Il fatto che i nostri occhiali siano 100% Made in Italy è per noi un punto di forza, al pari dell’attenzione al servizio che offriamo ai nostri clienti. Presentiamo due collezioni all’anno. Il mercato è cambiato molto: i modelli devono essere sempre rinnovati. Da questo punto di vista, la linea Dario Martini, che include un’ampia gamma di modelli eleganti, soprattutto da donna, arricchiti con cristalli Swarovski, ottiene sempre un ottimo riscontro, sia dai nostri clienti affezionati che da quelli che vedono la collezione per la prima volta».

«I nostri clienti – aggiunge Nadia Zampol – sono soprattutto all’estero: Europa, Stati Uniti, ma anche Asia, dove siamo in forte crescita. Anche la Russia era un’area molto importante per noi, purtroppo adesso le esportazioni sono bloccate per le note tensioni geopolitiche. Come fa una piccola azienda ad avere una così spiccata propensione all’internazionalizzazione? Bisogna viaggiare, muoversi, partecipare a fiere. Insomma, andare in giro per il mondo a caccia di clienti». «Un altro punto di forza – dice Nadia Zampol – sono i dipendenti: quasi tutti sono in azienda da più di quindici anni, a conferma di un clima positivo e di grande collaborazione». Dopo il Silmo di Parigi, per la Martini Occhiali si prevede un autunno con molti appuntamenti, negli Stati Uniti e poi in Asia. «Solo così – conclude Nadia Zampol – possiamo ampliare il nostro mercato».

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