Concluso nella notte alle 3 l’intervento di soccorso a Lozzo

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LOZZO DI CADORE – Si è concluso alle 3 di questa notte l’intervento che ha visto impegnata, a partire dal pomeriggio di ieri, una trentina di soccorritori in aiuto di una coppia di cercatori di funghi in difficoltà nei boschi di Lozzo di Cadore. I due amici, M.P., 57 anni, di Ponte nelle Alpi (BL), lei, I.M., 77 anni, di Nervesa della Battaglia (TV) lui, erano scesi in auto da Pian dei Buoi lungo una sterrata sconnessa, per parcheggiare a 1.400 metri di quota in prossimità di Casone Ciampediei, da dove a piedi si erano inoltrati nei boschi. Attorno alle 18, la richiesta di aiuto al 118 lanciata dalla donna, poiché, dopo aver camminato per ore, perso l’orientamento erano rimasti  bloccati tra salti di roccia, impossibilitati a proseguire. Dalle loro informazioni, i due erano avanzati in salita per 5 ore verso Col Vidal, ed è nella zona alta rispetto a Ciampediei che l’elicottero del Suem ha effettuato una ricognizione con un tecnico del Soccorso alpino del Centro Cadore, competente per territorio, mentre una trentina di soccorritori delle Stazioni di Centro Cadore, Pieve di Cadore, Auronzo e Corpo forestale dello Stato, con le unità cinofile, iniziava a suddividersi lungo i sentieri della zona, secondo le indicazioni del Centro mobile di coordinamento. In contatto telefonico, quando la donna ha riferito di sentire l’eliambulanza abbastanza vicina, è risultato chiaro che in realtà i due fungaioli si trovavano in basso rispetto a dove avevano lasciato la macchina. L’elicottero, costretto a rientrare dal buio, ha prima sbarcato in un varco tra la vegetazione, verricellandoli per una quarantina di metri, il soccorritore del Centro Cadore e il tecnico di elisoccorso. Per cercare di individuarli, è stato quindi trasportato a Cima Gogna il faro del Soccorso alpino di Pieve di Cadore, puntato lungo il pendio e spostato assecondando le indicazioni della donna, fino fermarlo quando la coppia ha affermato di essere al centro del fascio di luce. A quel punto, sempre più vicini, due soccorritori hanno sentito i richiami e hanno raggiunto i due amici, a 1.100 metri di altitudine nella Valle di Faè, alle 21.30 circa, e hanno fatto convergere in quella direzione le diverse squadre distribuite nell’area. La donna era in buone condizioni, l’uomo molto provato. Incrodati sopra un salto di 10 metri, su un pendio verticale, con la temperatura circostante di appena qualche grado, sono stati subito fatti salire in un punto più sicuro, per la prima assistenza da parte di un infermiere. Scaldati e idratati, la donna ha proseguito affiancata da un paio di soccorritori, l’uomo è stato invece imbarellato e sollevato per contrappeso per un centinaio di metri, fino al sentiero numero 69, un traverso abbastanza impervio attrezzato dalle squadre con corde fisse per 400 metri e superato con la barella portantina trasportata a rotazione. Una volta arrivati sul più tranquillo sentiero numero 275, i soccorritori hanno proseguito fino ai mezzi, per poi accompagnare in jeep la coppia al pronto soccorso di Pieve di Cadore per i controlli del caso. Sul posto anche i vigili del fuoco.

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