Social network e pornografia, genitori all’erta sui rischi internet per i giovani

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PEDAVENA – Sala piena e attenzione alta nella serata divulgativa “Genitori attenti…figli sicuri: comportamenti a rischio e responsabilità civili e penali dei ragazzi e dei genitori relativi all’uso delle nuove tecnologie” che si è svolta giovedì 26 marzo in sala Guarnieri a Pedavena. Il tema attualissimo ha calamitato l’interesse del centinaio di persone presenti e ha destato in molte di loro riflessioni e preoccupazioni. Il moderatore, Paolo Capraro del Csv di Belluno, ha coordinato gli interventi del sessuologo Gregorio Pezzato e degli avvocati del foro di Belluno Martino Fogliato e Francesca Tonin, che hanno esposto, in termini diretti e forti, i rischi che i ragazzi incorrono nella navigazione troppo facile e incontrollata (o non sempre controllabile) sul web. «È da tempo che come studio legale seguiamo questi progetti “Incontro” con il patrocinio del Provveditorato», racconta Tonin, «abbiamo portato le nostre sollecitazioni all’interno di molte scuole del Bellunese, cogliendo l’interesse degli insegnanti e poi anche di studenti e genitori, che in particolare si sono informati su conseguenze civili e penali relative all’uso di internet da parte dei loro figli. Internet è uno strumento spesso sottovalutato: non dobbiamo dimenticare che un ragazzo con un cellulare collegato a internet può fare qualunque cosa», sollecita l’avvocato, «per questo sarebbe importante non permettere l’uso di smartphone prima dei 16 anni, come prescritto da taluni medici, e affiancare il figlio nella navigazione di internet. Non per violare la sua privacy, che esiste finché non è messa in pericolo». Sono svariati i suggerimenti che si possono dare: «Mettere il pc di casa in salotto e non in camera, lasciare attiva la cronologia, condividere momenti insieme. Fino alla maggiore età il genitore è il responsabile legale del figlio, perciò anche di quello che fa su internet». Ci sono infatti casi limite di cui tener conto: «Sono state postate foto sui social network di insegnanti in classe, registrate conversazioni, diffuse informazioni riservate, con conseguente violazione della privacy. Per non parlare di isolamento sociale, depressione, cyberbullismo, ovvero forme di vessazione e ricatto attraverso la rete. Sono implicazioni gravi che spesso cadono nel penale e che perlopiù sfuggono alla consapevolezza dei ragazzi: per questo è importante parlarne, anche con loro». Pezzato ha completato il quadro facendo una serie di considerazioni sociologiche: «C’è una grande fruizione di materiale pornografico da parte dei giovani, questo si evince dalle tante domande che vengono fatte in classe. Il problema è che i ragazzi non si rendono conto di quello che vedono: per loro è una bravata, una cosa goliardica, senza senso critico, senza comprendere la sofferenza e la violenza che sta sotto al messaggio che ricevono, che va spesso e volentieri a discapito della figura della donna. Questa fruizione continua e costante può nel tempo ingenerare una visione errata del rapporto uomo-donna e della sessualità. Talvolta i ragazzi condividono immagini in cui sono tanto o poco vestiti, senza rendersi conto che questo può caratterizzare gli estremi di un reato. Si sentono al riparo della loro camera, senza avere la vera percezione che ciò che viene messo in rete è eterno. Non viene chiesta l’autorizzazione a pubblicare materiale sui social». Anche il sessuologo non può che dare un consiglio di massima: «Ciò che è vietato o è reato nella vita civile, lo è anche in internet. Il cellulare andrebbe tenuto lontano dal corpo, in casa dovrebbe esserci un’area media free, i telefoni dovrebbero essere consegnati ai genitori prima di andare a letto». Anche le istituzioni scolastiche sono chiamate a collaborare con messaggi forti da far arrivare ai ragazzi tramite gli insegnanti e iniziative mirate in classe. Il dirigente scolastico Ezio Montibeller usa il termine «alleanza» per sottolineare quanto sia necessaria una forte sinergia fra la scuola e la famiglia e altresì tra le famiglie, per arrivare a un uso consapevole e giusto del mondo internet e non alla sua sola demonizzazione. La serata informativa è stata organizzata dall’Istituto comprensivo di Pedavena e Seren del Grappa nell’ambito del progetto Miur–Unicef, con il patrocinio delle amministrazioni comunali di Pedavena e di Seren del Grappa.

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