L’ironman bellunese Nicola Zardini 12esimo al 70.3 in Florida

L'ironman bellunese Nicola Zardini
L'ironman bellunese Nicola Zardini
L’ironman bellunese Nicola Zardini

Nicola Zardini, l’uomo d’acciaio bellunese, 12esimo di categoria all’Ironman 70.3 in Florida. A settembre parteciperà alla finale a Las Vegas insieme ai migliori di tutto il mondo.

BELLUNO – Nuova importante impresa per l’Ironman ampezzano Nicola Zardini che, lo scorso mese, ha partecipato a una gara di triathlon sulla distanza 70.3, che comprende 1900 metri a nuoto, 90 chilometri in bicicletta e 21 chilometri di corsa a piedi.

L’evento sportivo, che si è svolto a Haines City in Florida (USA), è la gara che ha visto l’anno scorso la prima vittoria di Lance Armstrong dopo il suo rientro nel circuito Ironman (specialità, il triathlon, che lo vide esordiente nei primi anni di carriera), prima che le ultime vicende a tutti note costringessero la WTC (World Triathlon Corporation) ad escluderlo dal campionato.

«Avevo inserito questa prova del campionato alla ricerca della qualifica per la finale mondiale di questa distanza», commenta Nicola Zardini, «che viene concessa alle prime posizioni di classifica per categoria, insieme ad altre tappe internazionali del circuito, privilegiando quelle che vedevano un percorso podistico più impegnativo a discapito di quello ciclistico, così da favorire le mie possibilità, essendo io più portato per la corsa».

L’uomo d’acciaio ampezzano aveva già conquistato la fatidica e tanto ambita “slot” di qualifica alla finale mondiale con un sesto posto nella prova di San Juan a Portorico in marzo, e l’appuntamento americano è servito come test di preparazione e di recupero fisico, visto che nell’ultima gara disputata l’atleta aveva accusato uno strappo tendineo all’achilleo, non ancora del tutto guarito e che da mesi sembra non volergli dare tregua.

L'ironman bellunese Nicola Zardini taglia il traguardo in Florida
L’ironman bellunese Nicola Zardini taglia il traguardo in Florida

Ad accogliere lo sportivo bellunese, in terra straniera, un clima caratterizzato da temperature molto alte rispetto all’ambiente casalingo che ha accompagnato gli allenamenti quotidiani di Zardini, aspetto questo da non trascurare, perché spesso riserva pericolosi risvolti nella performance di endurance.

Una gara iniziata con qualche difficoltà nella prima frazione, proprio in quella disciplina, il nuoto, che ha sempre visto Zardini nel gruppo di testa: «A causa di una bracciata in viso da parte di un avversario nella delicata e concitata fase di partenza, mi vengono strappati gli occhialini, problema che non riuscirò a risolvere completamente per l’intera frazione, perdendo minuti preziosi».

Ma la parte ciclistica è in recupero, lungo uno straordinario e veloce percorso tra le colline residenziali di una Florida caldissima e ventosissima, che non risparmia insidie con un susseguirsi di leggeri pendii su cui misurare forze ed entusiasmi è tanto difficile quanto pericoloso.

«Arrivo alla zona decisiva di cambio disciplina rincuorato da quello che poi si rivelerà essere stata una rimonta di un centinaio di posizioni assolute e un altra manciata di categoria», commenta Nicola Zardini. «Parto per la mia frazione favorita, sapendo in anticipo che avrò vita dura con il mio tendine danneggiato, ma ormai sono in corsa è l’idea di una chiusura prudente non è nemmeno presa in considerazione. Il pubblico, in questo percorso che prevede tre giri attorno al lago cittadino, è numeroso ed è un piacere gareggiare con tanto fragore e incitamento che non prevede favoritismi o nazionalità, lo scudetto tricolore nazionale che porto al petto mi regala affetto e simpatia da parte di molti».

All’arrivo della mezza maratona il cronometro parziale indica 1 ora e 36 minuti, un pò al di sopra delle medie dell’atleta bellunese, ma tanto da farlo recuperare altre 120 posizioni: «concludo comunque la gara sofferente, esausto e con il sorriso, conquistando la 12esima posizione di categoria dopo 4 ore 54 minuti di gara».

Saranno ancora molti gli appuntamenti del campionato e i mesi di allenamento che Nicola Zardini dovrà affrontare prima di confrontarsi con i migliori finalisti del mondo nella tanto agognata finale a Las Vegas.

«Saranno gare più o meno favorevoli alle mie caratteristiche», commenta Zardini, «ma tutte da combattere all’ultimo respiro e in cui imparare qualcosa di nuovo con tutta l’umiltà di un amatore quale sono, affilando le armi e ottimizzando la preparazione prima del grande momento, consapevole che ho ancora tantissimo da imparare».

Prosegue Nicola Zardini: «Nel frattempo, con l’aiuto del mio coach all’interno del team Sport Life e dello staff della piscina di Pieve di Cadore, che ringrazio ancora una volta per la grande disponibilità, procedo nella preparazione lungo le strade del mio bellunese, salutando con affetto i suoi abitanti per il calore, l’entusiasmo e a volte allo stupore (vista l’insolita bicicletta tipica del triathlon lungo) che mi dimostrano in cosi tante circostanze».

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