Hockey: l’addetto stampa Matteo Reolon ci parla dell’Alleghe

A sinistra Matteo Reolon con la maglia dell'Alleghe (Tonino Zampieri)
A sinistra Matteo Reolon con la maglia dell’Alleghe (Tonino Zampieri)

A poche ore dall’inizio della seconda fase del massimo campionato di hockey serie A, incontriamo l’addetto stampa Matteo Reolon per confrontarci su numeri, statistiche e pensieri del gioco ad Alleghe.

BELLUNO – Siamo sulle rive del lago di Alleghe, a pochi passi dagli impianti sciistici e ci troviamo davanti una struttura utilizzata per giocare ad hockey: stiamo parlando dello Stadio Alvise De Toni, sede e casa delle Civette.

Matteo Reolon, addetto stampa e “tutto fare” della squadra, ci parla di questo spettacolare sport che non significa solo forza, riflessi, visione di gioco e potenza, ma anche passione che col tempo diventa una filosofia di vita.

A poche ore dall’inizio della seconda fase del campionato di hockey di serie “A”, vogliamo parlare un po’ dell’Alleghe che attualmente occupa la seconda posizione nella classifica generale, con un distacco di 10 punti dalla prima e 1 solo punto dalla terza.

Nella prima fase di gioco, che prevedeva un girone di andata e uno di ritorno, l’Alleghe ha disputato 16 partite con un totale di 11 vittorie e 50 reti, pari al 61% del totale dei gol realizzati e subiti.

Possiamo aggiungere che la percentuale è aumentata nelle ultime otto partite: cosa è cambiato in quest’ultima fase del campionato?

«Nella seconda fase del girone la squadra è entrata a regime. L’allenatore Pokel ha voluto dare una forte impronta personale al gioco delle Civette che chiaramente hanno avuto bisogno di qualche partita per imparare bene gli schemi di gioco. Nelle ultime partite ne abbiamo visti i risultati: vittorie costruite grazie al gioco costante e non conquistate con episodi casuali. Non ho mai visto un allenatore come Pokel, parlandoci insieme ho capito cosa significa essere un professionista al cento per cento. Per me non ci sono in Italia altri coach come lui».

La media degli spettatori entrati al De Toni è di circa 700 ad incontro: non si nota un incremento nelle ultime partite, come se i tifosi rispondessero all’andamento positivo della squadra, ma passiamo da 600 a 1000 presenze da un match all’altro. Come interpreti i dati e come vedi il tifo al De Toni?

«Si, l’incremento c’è stato gradualmente, grazie alla striscia di vittorie e soprattutto al bel gioco espresso dalla squadra. Siamo rimasti sorpresi dall’ultima partita casalinga contro il Renon, abbiamo avuto un pubblico da playoff, circa 1200 persone che hanno trascinato la squadra alla vittoria. Colpi di scena come il goal decisivo a pochi secondi dalla sirena credo che carichino il pubblico e lo invoglino ulteriormente a recarsi allo stadio. Crediamo anche che tutto il lavoro che facciamo prima e durante la partita come la presentazione dei giocatori, la vendita di pop corn e merchandising sugli spalti, le cheerleader o la lotteria e le novità che presenteremo nelle prossime gare interne, abbiano contribuito e contribuiranno all’aumento degli spettatori. Spero che il tifo organizzato ritorni ai fasti di un tempo perché vogliamo che il De Toni diventi una bolgia quando arriveranno i playoff!».

Se parliamo di reti, vediamo che in vetta alla classifica locale abbiamo Matt Waddel con 9 gol, seguito da Daniele Veggiato e Jeff Lo Vecchio con 8 a pari merito. Un agordino nella “Top Ten” della classifica marcatori, mi sembra un ottimo risultato per Daniele, visto che occupa il nono posto come “cecchino” d’Italia. Ma chi è Veggiato?

«Veggiato è il tipico frutto del vivaio alleghese, anni fa uno dei migliori a livello nazionale. Purtroppo negli ultimi anni abbiamo avuto un calo dei bambini che iniziano a giocare ad hockey ma è una crisi generalizzata purtroppo. Daniele è uno dei rarissimi attaccanti che hanno l’istinto puro del goal, è veloce e uno dei migliori realizzatori di rigori del campionato. Con il suo 314esimpo goal segnato a Brunico ha pareggiato il record di Errol Rausse e con la prossima rete si porterà al terzo posto tra i “Top Scorer” biancorossi di tutti i tempi, dietro al mitico Renato De Toni con 372 reti e Costant Priondolo con 415… record di sempre. E poi, come fai a non amare un giocatore che con una sua invenzione segna il goal della vittoria nell’ultimo minuto a Brunico dopo anni di sconfitte con i Lupi?»

Invece nella classifica dei portieri troviamo Adam Dennis che occupa il gradino più alto del podio con un totale di oltre 980 minuti giocati e una media gol subiti pari a 1,77: quindi all’Alleghe il miglior portiere di tutta Italia. Oltre che una soddisfazione, può essere anche un “modello” da seguire per le giovani leve della conca?

«Assolutamente. Adam non è solo il miglior portiere del campionato, ma è anche un ragazzo d’oro, corretto, gentile dentro e fuori dal campo, sempre col sorriso, disponibile con i tifosi, promotore di iniziative benefiche come le varie lotterie che organizziamo. E poi la bellissima idea del concorso “Paint Adam’s Mask”. Abbiamo già molti disegni e mi ha detto che non sarà facile scegliere il più bello dopo la chiusura del concorso il 30 novembre! Per i bambini è un idolo, pensa che il novanta per cento delle maglie replica del merchandising che vendiamo ai ragazzi portano il numero 44».

E se parliamo di futuro, sia come serie A che settore giovanile, cosa ne pensi e cosa ti piacerebbe cambiare o migliorare?

«Vorrei che la società investisse molto di più sui giovani e sullo spettacolo e promozione. Abbiamo bisogno di creare uno show godibile per tutti i tifosi allo stadio ed abbiamo bisogno del maggior numero possibile di giocatori locali da portare in prima squadra, soprattutto se in futuro, come sembra, tutto il movimento potrebbe ridimensionarsi come numero di stranieri a causa degli altissimi costi di gestione e della crisi economica in atto».

Un pensiero a Nilo Riva mi sembra dovuto, visto il glorioso andamento della prima parte del campionato.

«Non riesco ancora a realizzare completamente la sua mancanza. Mi manca averlo come punto di riferimento e mi mancano le sue sfuriate, le trasferte in macchina con lui. Mi mancano le sue battute. Mi ha insegnato tantissimo e spero con tutto il cuore che da lassù veda che ha lasciato un bellissimo giocattolo in buone mani. Quest’anno vogliamo fare bene anche per lui».

Grazie a Matteo Reolon, addetto stampa dell’Alleghe Hockey, che ci ha dedicato qualche minuto per parlare dell’hockey bellunese, con la speranza che diventi uno sport sempre più apprezzato e seguito.

«Grazie a te Luca e speriamo che tutti i media locali ci aiutino a divulgare il più possibile questo bellissimo sport che è un vanto della nostra provincia».

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