Monti raddoppia i tagli al Comune di Calalzo

Luca De Carlo durante un'intervista (GOBelluno)
Il Sindaco Luca De Carlo durante un’intervista (Matteo Mares)

De Carlo: «Via Enti vuoti come le Province, più fondi a chi eroga servizi». Da Col: «Chiediamo sforzo a volontari, alzeremo asticella del necessario».

CALALZO DI CADORE – «Il taglio di risorse ai Comuni è un’arma di distruzione di massa che il Governo sta utilizzando per evitare di ridurre le spese ai poteri forti del Paese. Se finora non avessimo utilizzato la diligenza del buon padre di famiglia ed accantonato risorse, adesso il Comune di Calalzo sarebbe sull’orlo del fallimento. Invece ci siamo sempre esposti in prima persona grazie al nostro capitale umano, per sopperire ad uno Stato tiranno e parassita. Adesso, da gente di montagna dovremo alzare ancora l’asticella del necessario, chiedendo un ulteriore sforzo a volontari ed associazioni, ma abbiamo oggi il compito di essere chiari: di fronte ad un Governo che ci strangola, o ci rimbocchiamo le maniche o mancheranno servizi. Il lavoro non ci spaventa, ma dobbiamo dire alla gente cosa l’aspetta».

Il sindaco Luca De Carlo e l’assessore ai Lavori pubblici Antonio Da Col commentano gli ultimi dati finanziari che vedono Calalzo deprivata per l’anno in corso di ben oltre 143.000 euro di trasferimenti statali, mettendo in discussione (alla vigilia dell’incontro in Provincia con i consiglieri regionali) la sopravvivenza di Enti svuotati da ogni competenza e che  privano il territorio di fondi indispensabili.

«L’aggravio da Roma sul mio Comune è quasi doppio rispetto a quanto annunciato, ed è tanto più drammatico in quanto riguarda l’anno in corso, a bilancio già tracciato. In un momento in cui si discute se mantenere Istituzioni come le Province, in cui non si dà notizia alcuna sulla immediata riduzione dei parlamentari, in cui non si mette all’ordine del giorno la revisione della legge sul finanziamento ai partiti né il taglio degli stipendi milionari dei manager pubblici, il Governo continua la distruzione sociale di Enti vicini al cittadino e primi erogatori di servizi».

«Ad ogni modo» spiegano De Carlo e Da Col «il nostro atteggiamento non è mai stato il piagnisteo e non lo è nemmeno oggi; crediamo sia solo necessario sensibilizzare l’opinione pubblica su cosa sarebbe successo se non fossimo intervenuti da subito sul Bilancio del Comune, riducendo di 102.000 euro le spese per il personale, interrompendo la convenzione sulla Polizia locale che ci sottraeva ogni anno 40.000 euro, introducendo la raccolta differenziata dei rifiuti che ha ridotto i costi di smaltimento, mantenendo la casa di riposo (purtroppo chiusa a malincuore) che drenava 150.000 euro di risorse municipali. Tutto ciò senza aumentare di un centesimo la pressione fiscale sui nostri cittadini. Quando avverrà invece la riduzione dei privilegi della politica romana, che sarebbe stata possibile ad un Governo con una maggioranza così schiacciante, che purtroppo si dimostra prona nel momento di votare provvedimenti dannosi per il territorio?».

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