Dai rifiuti del Maserot un aiuto all’agricoltura

Biodigestore Maserot
Biodigestore Maserot (CS)

Giovedì 8 agosto si presenta il progetto pilota di Dolomiti Ambiente e VenetoAgricoltura sull’utilizzo del biodigestato in campo agricolo.

SEDICO – Produzione agricola grazie al biodigestore del Maserot? Dolomiti Ambiente e Veneto Agricoltura ci credono. Ecco perché, in collaborazione con il dipartimento Dafnae (Agronomy, food, natural resources, animals, environments) dell’Università di Padova hanno iniziato una sperimentazione sulle possibilità di utilizzo in campo agricolo del digestato liquido, ovvero il residuo frutto della fermentazione dei rifiuti organici compiuta all’interno dell’impianto di biodigestione anaerobica del Maserot.

Un progetto pilota rivoluzionario, che mira a individuare tecniche e condizioni di utilizzo per far sì che il digestato possa essere utilizzato come ammendante in campo agricolo.

L’impianto del Maserot utilizza infatti per la produzione di gas esclusivamente materia organica derivante da Forsu e il materiale di scarto è formato da un substrato stabilizzato che contiene buone percentuali di elementi nutritivi, quali azoto, fosforo e potassio, elementi costitutivi dei fertilizzanti agricoli.

Nasce da qui l’idea, rivoluzionaria non solo in Italia, di Dolomiti Ambiente e Veneto Agricoltura, che per realizzare il progetto pilota si avvalgono dell’esperienza dei tecnici dell’università patavina.

La sperimentazione, già in atto, coinvolge l’azienda biologica certificata “Villiago” di Sedico, che metterà a disposizione40 ettaridi superficie a seminativo e prato secondo uno specifico protocollo tecnico-scientifico.

I risultati, costantemente monitorati, al termine della sperimentazione saranno in grado di dimostrare o meno la possibilità di assimilare il digestato derivante da Forsu ad analoghi prodotti frutto di biodigestione agricola.

Al momento infatti le sostanze derivanti da biodigestione di Forsu non sono per legge classificate come fertilizzanti, ma come semplici “rifiuti speciali non pericolosi”.

Il progetto pilota e i primi dati relativi alla sperimentazione, che durerà almeno tre anni, saranno presentati in una conferenza stampa giovedì 8 agosto alle 11,00 nella sede dell’Amministrazione provinciale di Belluno.

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