Tutto il “rosa” di Cortina

L'arrivo del Giro d'Italia 2012 a Cortina d'Ampezzo
L'arrivo a Cortina d'Ampezzo (CS)

CORTINA D’AMPEZZO – La 17esima tappa del Giro d’Italia, la Falzes-Cortina d’Ampezzo, non ha incoronato un solo vincitore. Da un lato c’è la maglia rosa vera e propria, ovvero Joaquin Rodriguez Oliver, il primo a tagliare il traguardo in via Marconi. Dall’altro lato, la maglia rosa simbolica, ma non meno importante, assegnata a pieno titolo alla Regina delle Dolomiti. Che ieri, mercoledì 23 maggio, è tornata a scrivere pagine indimenticabili nella storia del ciclismo italiano.

Una cartolina, di oltre cinque ore, trasmessa in onda sulle tv di tutta Italia e non solo. Una giornata perfetta, calda e soleggiata, ha accolto la carovana rosa tra le bellezze paesaggistiche, patrimonio naturale dell’UNESCO. Le Dolomiti, le cime più belle del mondo, sono state la scenografia unica dei 187 km vissuti tra quattro passi indimenticabili. Uno spettacolo, insomma, ma non solo per le adrenaliniche salite e le emozionanti discese. Il pubblico, i decori, gli eventi pre e post gara hanno creato un’atmosfera divertente e frizzante: c’erano tifosi arrivati da tutta Europa, appassionati a bordo delle proprie mountain bike, grandi e piccini bardati di cappellini e magliette bizzarre, bandierine, trombette, striscioni e chi più ne ha più ne metta. Chi si è posizionato il prima fila all’arrivo, chi dietro le transenne dopo il tragitto, chi sui prati di uno dei quattro passi attraversati dai campioni e chi ha provato a correre qualche metro dietro ai propri beniamini. Perché ognuno, a modo suo, ha voluto salutare il Giro.

Case, locali, negozi hanno sfoggiato la loro veste migliore, tutti addobbati rigorosamente di rosa. Il centro di Cortina è stato, dunque, il cuore pulsante di golosi intrattenimenti enogastronomici e musicali. La vigilia è stata animata dall’Aperitivo in Rosa, kermesse che ha visto tutti locali di Corso Italia preparare cocktail a tema. Gli happening sono proseguiti, ovviamente, nel grande giorno dell’arrivo. Per intrattenere e spezzare la tensione di quanti volevano conoscere la maglia rosa, si sono aperte le danze con Aria di festa, in Piazzale delle Poste e all’LP26. Una degustazione a tappe, con cinque diversi stand enogastronomici. Piazza Venezia, invece, si è trasformata nell’angolo dello spritzone, tra assaggi di “pastin”, porchetta e mortadella, il tutto accompagnato da spritz, mojito e birra a volontà. C’è chi ha voluto puntare in alto. Sono stati oltre 200 coloro che hanno deciso di salire al Faloria per immortalare dall’alto la conca ampezzana, in questo magico giorno, atteso per 34 anni. E poi tanta musica e animazione, durata tutta la notte, fino a cedere il testimone al vicino comune di San Vito, location di partenza del Giro, oggi 24 maggio.

Ma la festa non è ancora finita. Fino al 26 maggio, infatti, continuerà Musei in rosa, l’iniziativa che ha visto 23, tra gallerie e collezioni d’arte del bellunese, organizzare mostre ed esposizioni a tema, per un viaggio nel passato e nella storia delle due ruote.

Il bilancio di un’intera settimana in rosa è più che positivo. Grande entusiasmo e soddisfazione, grazie anche all’ottima capacità organizzativa e di coordinamento di tutti gli attori in campo.

E adesso, non resta che attendere – si spera non altri 34 anni – il prossimo passaggio di Giro.

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