Fabio De Mas: “Buongiorno da Longyearbyen”

Le slitte con l'attrezzatura (F. De Mas)
Cartellonistica (F. De Mas)

LONGYEARBYEN – Buongiorno da Longyearbyen, principale centro delle isole Svalbard, porta della mia spedizione al Polo Nord.

Dopo essere arrivato ieri a Oslo, oggi con un volo interno sono arrivato qui, facendo uno scalo tecnico a Tromso e sorvolando una sorta di paradiso per chi, come me, ama la neve. Per oltre due ore ogni cosa vista, montagne, pianure, fiumi, laghi, foreste, paesi e strade, picchi e fiordi, scogliere e isole, era ricoperto da un meraviglioso e immacolato mantello bianco: la voglia di tuffarmi in quel mare di neve era incredibile.

La temperatura al mio arrivo a Longyearbyen era di meno 15°, ma grazie al sole e all’assenza di vento, si stava bene.

Mi ha accolto la guida che mi accompagnerà al Polo e domani arriveranno gli altri componenti della spedizione.

Ora vorrei darvi qualche notizia sulle isole Svalbard. Esse sono un arcipelago formato da più di trenta isole situato nel mare Artico all’incredibile latitudine di 78 gradi e 13′ a soli 1200 km dal polo nord geografico. La sovranità delle isole è norvegese ma a seguito di uno speciale trattato sono demilitarizzate e chiunque, in teoria, ha diritto a stabilirsi e a colonizzarle. Per esempio infatti, l’Unione Sovietica vi costruì un paio di città, subito abbandonate al crollo del regime comunista. Le isole, a causa di questo trattato, non eleggono rappresentanti al parlamento norvegese nè sono organizzate, come il resto del Paese,  in contee e comuni, ma sono in effetti una vera e propria colonia. Base nell’ 800 per le baleniere, le Svalbard vivono ancora oggi di pesca a cui si è affiancato prepotente il turismo.

L'arrivo a Longyearbyen (F. De Mas)

Non hanno strade e tra gli abitanti i collegamenti sono garantiti dalle barche o dalle motoslitte, o dagli aerei. Il clima è polare all’interno che è quasi completamente ricoperto dai ghiacci mentre sulla costa è leggermente mitigato dalla Corrente del Golfo e le temperature d’estate possono arrivare fino a 8/10 gradi sopra zero. Nelle vicinanze di Longyearbyen il governo norvegese ha costruito la banca dei semi, dove in una galleria scavata nella roccia e lunga 120 metri, ad una temperatura costante di -18°, vengono conservati il maggior numero di specie di semi, con la funzione di fornire una rete di sicurezza contro la perdita botanica accidentale del patrimonio genetico delle sementi.

Longyearbyen è un posto davvero incredibile, l’ultimo avamposto civilizzato prima del Polo, il più a nord eviene spontaneo chiedersi come si possa abitare queste terre così aspre e desolate, pensando anche alla lunga notte artica che le avvolge nascondendo loro il sole per almeno un paio di mesi l’anno. La loro bellezza selvaggia è innegabile e affascinante, ma è un posto per pionieri, per veri duri, per pazzi o per visionari e forse chi abita qui è un miscuglio di tutto questo.

Vorrei ringraziare ABK e Weber che mi supportano in questa avventura e naturalmente Bigmat che mi porta il calore dell’Italia e mi fa sentire più vicino a casa.

Grazie anche a chi avrà la bontà di seguire la mia spedizione con la speranza di riuscire a trasmettergli le grandi emozioni che sto per vivere. (Fabio De Mas)

Le slitte con l'attrezzatura (F. De Mas)
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