Cortina: nuova donazione per il museo Mario Rimoldi

Una parte del quadro
Una parte del quadro

CORTINA D’AMPEZZO – Lasciarsi cullare, ad alta quota, dall’intima emozione della pittura. Il 2012, per il Museo d’Arte Moderna Mario Rimoldi delle Regole d’Ampezzo, si è aperto con un regalo speciale: Alessandra Allaria, figlia del collezionista e professore Antonio Allaria (1915-1990) ha concesso in comodato 90 opere al museo ampezzano, di cui oltre 70 appartenenti a Mario Sironi (tra cui tre preziosissime tele di grandi dimensioni e quattro rari mosaici). Ex primario dell’Istituto Rizzoli di Bologna, Antonio arrivò nel 1946 a Cortina, dove si sarebbe dovuto fermare per poco tempo. Ci restò, invece, tutta la vita, come primario dell’Ospedale Codivilla. Proprio a Cortina cominciò a collezionare opere del Novecento italiano, diventando amico di diversi artisti dell’epoca, tra cui Sironi, de Pisis, de Chirico, Music e Capogrossi. Molte di tali amicizie e la comune passione per l’arte, furono condivise con Mario Rimoldi, a cui il professore fu legato da stima e affetto per quasi trent’anni.

L’unione delle due collezioni rende oggi possibile ricostruire un importante tassello della storia dell’arte moderna e del grande collezionismo di cui furono protagonisti Mario Rimoldi e Antonio Allaria. Basti pensare che, oltre a ospitare una delle maggiori collezioni a livello nazionale di de Pisis, il Museo Rimoldi, grazie alla nuova raccolta, ospiterà anche un corpus unico per qualità e quantità del lavoro di Mario Sironi. Insieme a lui, sono “sbarcati” tra le Dolomiti anche Picasso, de Pisis, De Chirico, Guttuso e Morandi, facendo del museo ampezzano un punto di riferimento fondamentale per lo studio e la comprensione dell’arte moderna italiana, non solo per gli addetti ai lavori, ma per tutti coloro che vogliono unire vacanza, sport, relax e cultura in un contesto, come quello Dolomitico, davvero unico al mondo.

Toccano così quota 100, le opere di Mario Sironi ospitate nelle sale del Museo. I lavori risalgono tutti agli anni ’40 e ’50, un periodo particolarmente duro per il Maestro: deluso dalla deriva totalitaria e dal successivo crollo dell’ideologia fascista, straziato dalla morte della figlia, i dipinti di questi anni, fortemente ispirati dal paesaggio montano di Cortina, sono intensi e duri, di grande forza espressiva.

«Speriamo davvero che dopo tante burrasche, tante tempeste, tanto bestiale soffrire […] si arrivi lo stesso in un porto dove per questo misero cuore ci sia pace e silenzio», scrive Sironi nel 1961. Dopo quarant’anni, la sua arte, trova, a Cortina, quel luogo ideale di cui parlava; un luogo dove farsi apprezzare dal pubblico e farlo riflettere.

Il Museo d’Arte Moderna Mario Rimoldi:

Il Museo è stato inaugurato nel1974 aseguito della cospicua donazione pervenuta alle Regole d’Ampezzo da parte di Rosa Braun, vedova di Mario Rimoldi, collezionista di Cortina d’Ampezzo. Artisti come de Pisis, de Chirico, Sironi, Campigli e Music, frequentatori della conca ampezzana, instaurano con il collezionista una fruttuosa amicizia.

Nel 1941, quando si apre a Cortina la prima Mostra Internazionale del Collezionista, la collezione di Mario Rimoldi è già delineata: spiccano gli splendidi de Pisis, i Morandi, i Semeghini, i Rosai, i Campigli, i Sironi, il Garbari, il Severini, il Tosi e il Guidi. Nel dopoguerra entrano nella collezione le opere sperimentali di artisti già rappresentati con quadri figurativi. Il collezionista s’interessa ad artisti legati al filone figurativo e all’ambiente veneto, come Cadorin, Cesetti, Saetti, Tomea e Depero, con aperture anche verso nuovi movimenti che si vanno formando fuori dal Veneto. La collezione si arricchisce de “La Zolfara” di Guttuso e di opere dei protagonisti della nuova sperimentazione, come Corpora, Crippa, Dova, Morlotti, Music, Santomaso, Vedova. Scopre anche artisti stranieri, come Kokoschka, Leger, Villon, Zadkine, e si accosta ai protagonisti delle neoavanguardie, agli astratti degli anni Cinquanta.

Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha dichiarato la collezione di interesse culturale per essere l’esito di un’attività collezionistica sviluppatasi in un cinquantennio e tale da costituire uno degli insiemi più significativi in Italia per l’arte del xx secolo.

Fino al 15 aprile 2012, è allestita nelle sale del Museo, “Figure Maschili nel Museo Mario Rimoldi”. Un percorso tematico alla scoperta delle diverse rappresentazioni della figura maschile nell’arte: padri, figli, soldati, vecchi e gli autoritratti degli stessi artisti. Numerose le opere di de Pisis, tra cui il “Moro di Haarlem” e il “Soldatino francese”, dipinti a Parigi, oltre a rappresentazioni a tema biblico come “Il Sacrificio di Isacco”. Degli altri artisti spiccano “I pensionati” di Rosai, “il Ritratto del Figlio” di Pirandello e “Gli archeologi” di de Chirico.

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