Belluno: carrozzieri mobilitati contro il decreto Crescitalia

Unione Artigiani e Piccola Industria di Belluno

BELLUNO – E’ allarme per la manovra “Crescitalia”, approvata nei giorni scorsi alla Camera, perché penalizza consumatori e autoriparatori. “La categoria è mobilitata – spiega il presidente provinciale dei Carrozzieri dell’UAPI di Belluno, Gianluigi Furlin – per tutelare il principio della libera concorrenza, che il decreto, invece, ha cancellato, in violazione anche di una sentenza della Corte costituzionale (n. 180/2009), che sancisce il libero risarcimento diretto”.

Saremo a Roma mercoledì 8 febbraio in piazza di Montecitorio  – aggiunge Furlin – e ci sarà anche un gruppo bellunese assieme alla rappresentanza del Veneto e delle altre regioni, scenderemo in massa nella città capitolina, per sensibilizzare Governo, Parlamento e cittadini sull’opportunità di scongiurare tale eventualità, in sede di conversione in legge del provvedimento”.

I fatti sono questi. L’applicazione della norma contenuta nel decreto differenzia in modo discriminante il cliente che si rivolge alle cosiddette “officine convenzionate con le compagnie di assicurazione” e le officine libere. “La nuova norma inquina il mercato – denuncia il presidente Furlin – perché prevede una maggiorazione (+30%) per coloro che, in caso di sinistro, scelgono di far riparare il danno all’auto dal proprio carrozziere di fiducia, anziché presso officine convenzionate con la compagnia di assicurazione”. Un vero boomerang per i clienti: in pratica costi più alti per i clienti e meno concorrenza per le imprese.

La categoria – è chiaro il presidente Furlin – non accetta la decisione, imposta dal provvedimento di legge in corso di discussione, perché palese violazione del libero mercato e della libera scelta delle persone, rompendo il rapporto fiduciario esistente tra cliente e carrozziere”.

Siamo davvero perplessi, poi  – aggiunge Gianluigi Furlin – sulla qualità dei lavori fatti dalle officine convenzionate a costi ridotti del 30% quando ormai, sappiamo, che i margini di guadagno sono all’osso”.

La scelta introdotta dal decreto del Governo sorprende particolarmente, inoltre, per la conoscenza e competenza del presidente Monti in ambito europeo, visto che nel resto dell’Europa la riparazione in forma specifica è inserita nella polizza assicurativa con tanto di sconto del 45%. In Italia, invece, dovrebbe avvenire l’esatto contrario!

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