Antichi castelli e riti dimenticati

Frammenti d’arte in Valbelluna
Chiese ed antichi castelli (Tiellephoto.it)

SOSPIROLO – Ci sono segni, presenti nel nostro territorio, che hanno origini antiche e storie da raccontare. Parlare di castelli può suonare strano qui da noi, ma nel territorio Bellunese abbiamo diverse testimonianze, anche se in certi casi non sono direttamente riconoscibili come per esempio il castello di Misso a Sospirolo, ora chiesetta di Santa Giuliana, risalente al periodo alto medioevale che si erge su un promontorio sopra il paese di Regolanova, si trova all’imbocco della Valle del Mis e, dall’altra parte della vallata in località Pascoli, si nota un’altra piccola chiesetta in onore di San Michele. Queste due strutture sono state costruite in quel punto strategico, perché potevano controllare l’accesso alla Valle del Mis che un tempo era una via molto utilizzata per l’accesso all’Agordino. Esistono documenti che attestano la presenza di questi due forti e che poi sono stati distrutti dai Veneziani nel 1411. Durante vari lavori di ristrutturazione sono state trovare lapidi romane in pietra bianca calcarea provenienti dalle cave di Vedana, probabilmente epigrafi votive.

Santa Giuliana
Santa Giuliana, che si festeggia il 15 febbraio, un tempo alla vigilia del giorno a lei dedicato un gran numero di devoti partivano dalle valli agordine e bellunesi per recarsi a Sospirolo, trascorrendo qui la notte per poi assistere alla messa e in particolare per invocare la guarigione dal mal di pancia. Le prime notizie sull’edificio sacro a noi giunte, risalgono alla prima metà del 1500, anche se sembra certa una sua fondazione medievale o addirittura tardo imperiale. Il campanile che oggi vediamo sovrastare la facciata principale fu ricostruito nel 1700 in occasione di un importante restauro che riguardò anche il consolidamento del tetto, il ripristino delle pareti esterne con malta e il ritocco degli affreschi quattrocenteschi, oggi quasi completamente illeggibili. La chiesetta, particolarmente cara alla popolazione locale, fu mantenuta in buono stato di conservazione fino all’epoca napoleonica quando venne sospesa la “masserizia” e vennero incamerati i beni dotali, con il conseguente progressivo degrado che, nel 1929, rese necessaria la sospensione provvisoria delle funzioni. Nel corso di questo secolo vennero attuati diversi interventi conservativi, ultimo dei quali nel 1984, frutto della grande generosità dei frazionisti e dei devoti a santa Giuliana.

San Michele
San Michele si festeggia il 29 settembre, era particolarmente caro alla popolazione locale, che fondava nella terra tutta la sua economia e in occasione della sua festa era tradizione compiere alcuni riti, connessi più alla vita agricola che alla religione in senso stretto, uno dei quali era la benedizione delle “inime” (lunghi bastoni che servivano per la raccolta delle noci). L’edificio, come oggi ci appare, è il frutto di un intervento di demolizione e ricostruzione, eseguito nel 1875 per volontà degli abitanti delle frazioni di Mis, Volpez e Pascoli (che costituivano all’epoca un’unica regola).

Articolo e fotografia di Michele Fai di Tiellephoto.it

Articolo fotografico Tiellephoto Press al link http://www.tiellephoto.it/it/B_articolo.asp?id_articolo=919

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